Consob, Consumatori denunciano: nostre richieste sempre più inascoltate

La Consob deve riappropriarsi del suo ruolo di autorità di vigilanza che difende i risparmiatori. Visto il momento di grande incertezza che stiamo vivendo, gli italiani avrebbero bisogno di più fiducia e trasparenza per investire (e tutelare) i propri risparmi. E’ quanto affermano Federconsumatori e Adusbef, che da tempo criticano aspramente l’operato dell’Authority, soprattutto sotto l’attuale presidenza di Giuseppe Vegas. Tante le richieste inviate dalle Associazioni dei consumatori; tutte puntualmente disattese.

Ma ci sono anche delle scelte sbagliate, che non sono andate nella direzione di una maggior tutela dei consumatori: ad esempio quella recente di sottrarre le funzioni di segreteria della Camera di Conciliazione e Arbitrato dalle competenze della Divisione Tutela del Consumatore e dell’Ufficio Rapporti con i Consumatori, i quali avevano proficuamente operato. “La scelta più opportuna sarebbe stata quella di dare continuità all’attività sinora svolta dalle suddette unità organizzative valorizzandone al meglio l’esperienza acquisita” scrivono le Associazioni.

“Per non parlare dei provvedimenti presi per alleggerire gli obblighi (impropriamente chiamati “oneri”) di trasparenza a carico degli operatori, con la conseguente contrazione delle tutele dei risparmiatori”. Non convince le Associazioni la sostanziale esclusione dell’informativa “probabilistica” dalla documentazione informativa destinata ai risparmiatori: una scelta assai criticabile alla luce degli ottimi risultati che tale informativa ha prodotto in più occasioni nel tutelare concretamente gli interessi dei risparmiatori, ad esempio nel caso BPM-Convertendo.

Federconsumatori e Adusbef ribadiscono la loro richiesta: la Consob deve farsi promotrice dell’approccio probabilistico, che ha assicurato grande tutela ai risparmiatori, che ha raccolto il favore del mondo accademico, che ha fatto proseliti nel novero delle Authority mondiali e che ha avuto riscontri anche nel mondo dell’industria. Il quadro normativo consente alle Autorità ampi margini di manovra che possono e devono essere sfruttati, dato che a ciò non osta in alcun modo il principio dell’armonizzazione delle norme di attuazione delle regole comunitarie.

Inoltre, secondo le Associazioni, la Consob ha un atteggiamento troppo morbido nei confronti degli intermediari finanziari che hanno collocato prodotti derivati, travestiti da strumenti di copertura, agli enti locali ed alle piccole e medie imprese italiane al solo fine di accrescere i loro profitti di breve periodo. “Come mai non si prendono provvedimenti per fare chiarezza su tale tema e si impongono almeno per questi strumenti, sicuramente complessi, l’adozione degli scenari probabilistici che eviterebbe l’ulteriore aggravarsi della situazione? Perché la Consob non sollecita l’approvazione del regolamento sulla trasparenza dei contratti derivati stipulati dagli enti locali, la cui prima bozza conteneva un preciso riferimento agli scenari probabilistici?

Tante richieste, nessuna risposta. Viene il dubbio che le voci del mercato siano molto più forti ed ascoltate (vedi la discutibile gestione dell’operazione di fusione Unipol-Fonsai).

 

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