Convertendo BPM, indaga la procura di Milano

La procura di Milano sta indagando sul caso dei bond Convertendo BPM, con cui i risparmiatori hanno perso fino al 90% del capitale investito.

L’Aduc fa sapere che i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano stanno procedendo all’audizione dei sottoscrittori al fine di verificare le modalità di collocamento. Le audizioni sono aperte a tutti i sottoscrittori che desiderano collaborare con le indagini.

Dai casi analizzati dall’Aduc emerge che banca spesso ha fatto firmare ai clienti clausole palesemente false. In alcuni casi hanno fatto firmare addirittura una clausola che qualificava dei normali risparmiatori come “investitori professionali”. La clausola quasi standard che veniva spessissimo fatta firmare riguarda “l’iniziativa del cliente”. Oltre l’80% dei sottoscrittori (dei casi analizzati) firmava inconsapevolmente una clausola che affermava che l’acquisto del titolo era stato proposto su iniziativa del cliente e non, come invece è avvenuto, su proposta della banca.

“E’ evidente che queste clausole firmate, in un processo civile, hanno pur sempre il loro peso sebbene siano palesemente “clausole di stile” – scrive l’Aduc – In sede penale, invece, dove si può badare più alla “sostanza”, possono costituire un indizio del disegno truffaldino che la banca ha posto in essere per collocare questi titoli a loro vantaggio ed a chiarissimo – fin dall’inizio – danno dei clienti”.

L’Associazione invita tutti i sottoscrittori che desiderino dare un contributo alle indagini a contattare il Nucleo di Polizia Tributaria di Milano ed a raccontare come si è svolto realmente il collocamento, in particolare che tipo di sollecitazioni la banca ha operato per consigliare la sottoscrizione.

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