Derivati Swap, Banco di Desio condannato a risarcire cliente per 50.000 euro

Dal Tribunale di Monza arriva un’innovativa sentenza in tema di contratti derivati Swap IRS: il Banco di Desio è stato condannato a risarcire ad un cliente ben 50.000 euro, poiché il contratto è stato dichiarato nullo. Il cliente in questione, per garantirsi dal rischio di aumento dei tassi, aveva accettato di firmare un contratto di Swap (proposto dal Banco di Desio) grazie al quale si impegnava a pagare alla banca un tasso fisso calcolato sul capitale esposto, ricevendo da essa un tasso variabile (Euribor + spread); in questo modo avrebbe “cristallizzato” il debito proteggendosi dal rischio di fluttuazione del tasso.

Peccato che il cliente si sia visto addebitare ogni tre mesi differenziali costantemente negativi, frutto della compensazione tra quanto pagato e quanto ricevuto, fino ad accumulare in quattro anni perdite per quasi 49.000 euro. A quel punto ha deciso di estinguere anticipatamente il contratto, pagando il Mark to Market richiesto e facendo causa.

Con una perizia tecnica, il Tribunale di Monza ha accertato che il contratto era “sbilanciato” già alla stipula, a favore della banca, nonostante questa fosse a conoscenza delle previsioni dell’andamento dei mercati finanziari e non dovesse quindi applicare le condizioni finanziarie applicate.  Si trattava di un contratto con finalità speculative, ben diverse da quelle “vendute” al cliente, ovvero come suddetto a copertura del rischio.

Rappresentando lo scopo di copertura del rischio la nozione di causa concreta recepita e fatta propria dalla giurisprudenza di legittimità, si è ravvisato un difetto genetico di causa per incapacità, ab origine, dello schema negoziale a realizzare la finalità voluta.

“La sentenza introduce un importante segno di novità – osserva l’avv. Franco Fabiani di Como, che ha assistito il cliente – perché individua un motivo di nullità in un momento per così dire “genetico” del contratto, rendendo così superfluo ed irrilevante ogni ulteriore accertamento circa l’effettivo adempimento, da parte dell’intermediario, di tutti gli obblighi comportamentali, informativi, di comunicazione, di divieto di conflitto di interessi ed altro posti a suo carico dalla disciplina corrente e superando la dibattuta querelle sull’operatore qualificato. La sentenza è di straordinaria importanza” prosegue il legale “ per il suo diffuso interesse in quanto la inidoneità delle condizioni contrattuali ad assolvere al requisito di causa di protezione dalla fluttuazione dei tassi è presente e facilmente individuabile nella quasi generalità dei contratti di SWAP, anche di più semplice formulazione. Si è così aperta, con questa sentenza, una via più celere e semplice alle azioni di impugnazione.”

 

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