Fonsai, ammessi come parte civile tutti gli azionisti costituitisi con MC

Tutti gli azionisti Fonsai e Milano costituitisi nel primo processo, con il sostegno di Movimento Consumatori, sono stati ammessi nel processo come parti civili e dunque potranno ottenere, in caso di condanna degli imputati, un ristoro dei danni subiti. E’ quanto rende noto la stessa associazione aggiungendo che “il passo successivo sarà la citazione di UnipolSai quale responsabile civile affinché sia obbligata a rispondere, in solido con gli imputati stessi, dei medesimi danni prodotti dalle condotte delittuose contestate; nonché la presentazione di un’istanza per il sequestro conservativo dei beni degli imputati, al fine di assicurare la garanzia del pagamento di eventuali risarcimenti”.

Il tribunale di Torino, accogliendo un’istanza formulata anche da Movimento Consumatori, ha inoltre disposto che venga nuovamente rinotificato alle migliaia di azionisti coinvolti, attraverso i c.d. pubblici proclami (pubblicazione su siti istituzionali e non, messa a disposizione in cancelleria del medesimo tribunale) il decreto che dispone il giudizio nei confronti degli imputati del primo processo, dando così tempo, a coloro che ancora non lo avessero fatto, di costituirsi parte civile nel medesimo giudizio. Tale facoltà, pertanto, può essere esercitata improrogabilmente entro l’udienza fissata per il 10 aprile 2014.

Il Collegio, infine, si è dichiarato territorialmente competente a giudicare i fatti oggetto di giudizio, così definitivamente allontanando ogni ipotesi di sospensione del processo, con l’inevitabile conseguente prolungamento dei tempi processuali che il trasferimento ad altra sede avrebbe comportato.

Anche Movimento Consumatori è stato ammesso parte civile nello stesso processo. I giudici hanno infatti riconosciuto il ruolo svolto dall’associazione a sostegno delle ragioni dei risparmiatori, valorizzando in particolare l’attività compiuta negli ultimi anni dall’Osservatorio Credito & Risparmio MC e – quanto al caso Fonsai – l’impulso dato alle indagini e ai processi, attraverso gli esposti e le querele depositate anche sui fatti oggetto dell’odierno giudizio.

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