MyWay e 4You, Cassazione: nulli i contratti fuori sede

Sono decine di migliaia i risparmiatori vittime dei piani finanziari MyWay e 4You venduti dal Gruppo Monte dei Paschi di Siena. A chiudere la vicenda giudiziaria, il 3 febbraio scorso, è arrivata la sentenza definitiva della Cassazione che ha dichiarato nulli tutti i contratti sottoscritti fuori sede. Ciò significa che tutti i sottoscrittori di MyWay collocati attraverso promotori finanziari e tutti i sottoscrittori di contratti “4You” sottoscritti con dipendenti bancari fuori dagli uffici bancari possono chiedere il rimborso di tutte le rate pagate con gli interessi legali (che incidono per circa il 15% del capitale versato).A darne notizia è l’Aduc che ripercorre le fasi delle vicenda iniziando a spiegare cosa si celava davvero dietro questi piani finanziari: “Con questa operazione, da una parte il gruppo MPS vendeva mutui  e dall’altra si finanziava  e vendeva fondi comuni d’investimento. Con la stessa operazione guadagnava tre volte consegnando al cliente un prodotto che aveva la certezza ex-ante di rimettere rispetto ad un semplice piano d’accumulo di capitale che, fra l’altro, non prevede l’obbligo ma la facoltà di mettere da parte dei soldi”.

L’Aduc ha sempre sostenuto la nullità dei contratti sottoscritti fuori dai locali della banca perché “i primi contratti MyWay venduti dai promotori finanziari non avevano una clausola obbligatoria – a pena di nullità – per il collocamento fuori sede”. Oggi la sentenza della Cassazione gli dà ragione.

L’Associazione ricorda che “la nullità del contratto è la massima sanzione giuridica possibile per un contratto. Significa che è come se il contratto non fosse mai esistito e quindi anche tutte le transazioni che il Monte dei Paschi ha voluto fare, con l’accondiscendenza di molte associazioni di consumatori, nei famigerati “tavoli di conciliazione” che secondo i dati ufficiali hanno riguardato circa lo 0,8% dei sottoscrittori”.

 

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