Osservatorio: investire con la crisi, Report Consob sul portafoglio degli italiani

Visti i tempi di crisi e recessione si tende a spendere sempre di meno e a tenersi sempre più i risparmi in tasca, o meglio in banca. Ecco quindi che decidere di mettere i conti deposito a confronto, potrebbe essere la mossa migliore, in modo da capire se sono adatti alle nostre necessità di risparmiatori, e soprattutto quanto ci rendono (felici).

E con la crisi che morde ancora, gli italiani puntano su prodotti di investimento più sicuri come i conti deposito ed i libretti postali a scapito delle polizze vita, delle azioni e dei fondi pensione. Questo è quanto emerso da un Rapporto della Consob sul portafoglio degli italiani, che presenta livelli di rischio medio sempre più bassi a conferma di come, di questi tempi, nessuno abbia voglia di fare delle scelte azzardate.

Un terzo delle famiglie nel proprio dossier titoli non ha fondi pensione né assicurazioni sulla vita, anche perché nel frattempo si è ridotta la capacità di risparmio e sono cresciuti mediamente i livelli di indebitamento.

Escludendo i nuclei familiari con disponibilità economiche rilevanti, la Consob ha così rilevato come il 47% delle famiglie abbia allocato i propri risparmi nei libretti postali e/o nei depositi bancari. Questi strumenti rimangono attraenti non solo per il loro basso grado di rischio, ma anche per la loro semplicità nel gestirli e, all’occorrenza, per rientrare in tempi brevi del capitale che è stato investito.

Se rispetto all’anno 2007 gli investimenti in libretti e depositi bancari sono cresciuti del 10%, nello stesso tempo la quota di azioni detenuta nel dossier titoli delle famiglie si è quasi dimezzata passando dal 10% al 5,3%. Bene invece i titoli di Stato che, secondo il Rapporto della Consob, crescono del 3% nel portafoglio delle famiglie, portandosi addirittura sopra i livelli precedenti la crisi finanziaria sui debiti sovrani dei Paesi dell’Eurozona.

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