Parmalat, nuova sentenza positiva per i risparmiatori

Il Tribunale di Parma ha riconosciuto il diritto al risarcimento a favore di uan coppia di associati Confconsumatori che nel novembre 2002 avevano acquistato obbligazioni Parmalat per 23 mila euro. Con questa sentenza il Tribunale di Parma si è uniformato all’orientamento della giurisprudenza secondo cui perché l’ordine non sia nullo per difetto di forma a norma dell’art. 23 TUF è necessario che lo stesso sia accompagnato da un contratto generale d’investimento – quello che regola tutti i rapporti tra banca e investitore – sottoscritto, oltre che dal cliente, anche dal legale rappresentante dell’istituto. E, sempre per il Tribunale, non ha rilevanza che il documento sia stato prodotto in giudizio dall’Istituto di Credito, come pure il fatto che tale circostanza non sia stata dedotta dall’attore da subito, essendo sufficiente per superare entrambe queste eccezioni che fin dall’inizio del giudizio sia stata chiesta la nullità per difetto di forma. Per tali motivi, il Tribunale ha dichiarato la nullità dell’acquisto e condannato la banca alla restituzione del capitale investito, maggiorato degli interessi, e delle spese legali.

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