Risparmio tradito, nuova vittoria di Confconsumatori in Cassazione

Vittoria di Confconsumatori in Cassazione per 41 risparmiatori che, nel 2001, avevano acquistato titoli Carrier1, la società americana del nuovo mercato (Nasdaq), finita in dissesto poco tempo dopo. I titoli “spazzatura” appartenevano a una finanziaria statunitense che possedeva anche il 15% del capitale sociale della banca, la quale, tramite i propri promotori o per telefono, aveva promosso la loro alienazione. Il caso era finito in Cassazione perché il Tribunale di Milano aveva dichiarato la propria incompetenza per territorio, ma la Cassazione ha stabilito che “solo il cliente del contratto avente ad oggetto strumenti finanziari può eccepire l’incompetenza per territorio rispetto al foro del suo domicilio o residenza”.

“Una sentenza fondamentale – commenta l’avvocato Giovanni Franchi, – perché adesso il Tribunale di Milano potrà uniformarsi alla precedente sentenza della Corte d’appello e condannare l’Istituto di credito italiano, purtroppo in liquidazione coatta amministrativa, e la società americana a rimborsare i risparmiatori, i quali hanno quindi la speranza, dopo tanti anni, di ritornare in possesso dei loro denari, investiti in titoli ‘spazzatura’”.

Cosa era accaduto? I legali di Confconsumatori avevano portato i 41 casi di risparmiatori vittime del dissesto davanti al Tribunale di Milano, forti di una vittoria analoga ottenuta nel 2007 per altrettanti 97 consumatori, poi confermata dalla Corte d’appello di Milano nel 2011. Il Tribunale di Milano, però, questa volta, aveva dichiarato la propria incompetenza per territorio, perché – come si legge nel provvedimento – doveva considerarsi “competente territorialmente il Tribunale del luogo di residenza degli attori risultante, per ciascuno di essi, dall’atto di citazione”. Luogo di residenza diverso per ognuno, essendo alcuni delle Marche, altri dell’Emilia Romagna ed altri ancora piemontesi e liguri.

La Suprema Corte ha invece accolto la tesi giuridica sostenuta dagli avvocati di Confconsumatori affermando che “solo il cliente del contratto avente ad oggetto strumenti finanziari può eccepire l’incompetenza per territorio rispetto al foro del suo domicilio o residenza”. E visto che nessuno degli attori aveva sollevato quell’eccezione, la competenza del Tribunale di Milano doveva ritenersi incontestabile.

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