Ritenuta bonifici dall’estero, CTCU: attenzione!

Dal 1° febbraio scorso ai bonifici, provenienti dall’estero, che una persona fisica (cliente privato, no partita IVA) riceve accreditati sul proprio conto corrente, le banche sono costrette ad applicare una ritenuta “di ingresso” del 20%. Le somme accreditate si presumono, infatti, reddito imponibile, salvo prova contraria del contribuente, al quale spetta dimostrare che le somme incassate non hanno natura di compenso “reddituale”. A ricordare la previsione è il CTCU che mette in guardia i consumatori: “Chiunque debba ricevere bonifici dall’estero, non inerenti la propria attività professionale o commerciale, farebbe bene a mettersi subito in contatto con la propria banca”.

L’Agenzia delle Entrate ha previsto, infatti, che la ritenuta possa non essere applicata nel caso in cui il cliente attesti, mediante un’autocertificazione, che le somme accreditate sul proprio conto non costituiscono redditi di capitale o redditi diversi da investimenti detenuti all’estero o da attività estere di natura finanziaria. L’autocertificazione può essere resa anche in via preventiva e riguardare la generalità dei flussi di denaro che verranno accreditati presso lo stesso intermediario.

“Il problema dunque si pone soprattutto in tutti quei casi in cui la banca, presso la quale avviene il trasferimento di denaro, non sia in possesso di informazioni sufficienti riguardo la natura del trasferimento stesso. In questi casi, l’intermediario si troverà costretto, di fatto, ad applicare la trattenuta” spiega l’Associazione che aggiunge: “La novità normativa (legge n. 97/2013) si inquadra nella più ampia attività di controllo messa in atto dall’Amministrazione finanziaria in relazione ai flussi di capitali e redditi finanziari detenuti e provenienti dall’estero (cd. monitoraggio fiscale)”.

“Anche se al limite si può comprendere la ratio dell’attività di monitoraggio fiscale che sottostà al provvedimento, l’escamotage ci sembra l’ennesimo pastrocchio posto a carico degli utenti bancari italiani. E nel caso di errori, l’Amministrazione finanziaria sarà altrettanto solerte a rimborsare gli utenti incolpevoli?” – si chiede il direttore del CTCU, Walther Andreaus.

 

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