Sisma in Emilia e riforma Protezione Civile: dove si troveranno i soldi?

Oltre 5 mila persone evacuate, 7 mila posti letto messi a disposizione, l’assicurazione che l’aumento dell’accisa sulla benzina non è l’unico modo per affrontare l’emergenza: sono alcuni dei punti toccati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà in un’informativa alla Camera sul sisma in Emilia. Sotto i riflettori ci sono la necessità di trovare i soldi per affrontare l’emergenza e le modalità per farlo, alla luce anche del decreto di riforma della Protezione civile pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 maggio.

Nel decreto si prevedono fra l’altro “coperture assicurative su base volontaria contro i  rischi di danni derivanti da calamità naturali”.  In caso di catastrofe naturale, per vedere casa o azienda ricostruita, i cittadini  – questa l’interpretazione generale data al provvedimento – dovranno ricorrere all’assicurazione. Mentre per l’uso delle risorse del Fondo nazionale di protezione  civile, si prevede che queste vengano reintegrate attraverso una riduzione delle voci di spesa ma anche attraverso l’aumento delle accise sui carburanti. Il decreto prevede in realtà un regime transitorio, ma le conseguenze preoccupano comunque.

Oggi nell’informativa alla Camera il sottosegretario Catricalà ha detto: “È sbagliato dire che l’unico modo che il decreto di riforma della Protezione civile prevede per affrontare le emergenze è l’accisa su benzina. Spiace constatare che in tv si danno informazioni sbagliate ai cittadini. Il dl prevede un Fondo nazionale per la Protezione civile, alimentato con la legge di stabilità. Quando c’é un evento il Fondo può esaurirsi e in questo caso si rimpingua con tagli lineari ad una serie di capitoli. Se ci sarà ulteriore necessità è possibile ricorrere all’accisa sulla benzina, prevista come facoltà per le Regioni”.

Altro capitolo è quello sull’assicurazione. Nel decreto legge si legge: “Al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui  fabbricati, a  qualunque  uso  destinati,  ed al fine di  garantire  adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle  esigenze di riparazione e ricostruzione di beni immobili privati destinati ad uso abitativo, danneggiati o distrutti  da  calamità  naturali,  possono essere estese ai rischi derivanti da calamità  naturali  le polizze assicurative  contro  qualsiasi tipo di  danno  a  fabbricati di proprietà  di  privati”. Anche su questo punto è intervenuto Catricalà nella sua informativa, affermando che “è sbagliato sostenere che il dl di riforma della Protezione civile prevede come unico strumento di risarcimento per i privati l’assicurazione obbligatoria contro le calamità“. Secondo Catricalà il decreto “si limita a prevedere la possibilità di fare assicurazioni per il rischio catastrofi e di ottenere per questo uno sgravio fiscale, ma non è vero che il sistema di Protezione civile è affidato alle assicurazioni obbligatorie, che sarebbero una nuova tassa”.

In ogni caso, la previsione di un aumento delle accise sulla benzina è bocciata dal Codacons, che esprime “pieno sostegno ai cittadini colpiti dal terremoto dei giorni scorsi ma netta opposizione ad un aumento su scala nazionale delle accise sulla benzina fino a 5 centesimi di euro al litro, allo scopo di reintegrare il Fondo per le calamità”.

“Lo Stato i fondi per aiutare le popolazioni colpite dal sisma li ha, e se non li ha deve provvedere a trovarli non attraverso una tassazione indiscriminata dei beni di prima necessità come la benzina, bensì tassando vizi e dipendenze, ad esempio incrementando l’imposizione fiscale su prodotti da fumo e alcolici – afferma il presidente dell’associazione Carlo Rienzi – La sola ipotesi di un ulteriore aumento delle accise sui carburanti è una follia”. Secondo il Codacons, l’eventuale aumento delle accise di 5 centesimi al litro si risolverebbe in un aggravio di spesa compreso fra 60 e 100 euro annui per automobilista.  “Lo Stato deve aiutare le vittime del terremoto, ma se oggi il Consiglio dei Ministri varerà l’aumento della benzina per finanziare il fondo per le calamità – conclude Rienzi – saremo costretti a impugnare il provvedimento al Tar del Lazio, chiedendone l’immediata sospensione”.

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