Sofferenze bancarie in aumento, Codici: misure per il credito

L’aumento delle sofferenze bancarie, attestato ieri dall’Abi, è preoccupante, ma purtroppo non sorprende se consideriamo le difficili condizioni in cui versano quotidianamente i cittadini italiani. E’ il commento di Codici che sottolinea come “le ripercussioni della crisi sui prestiti a famiglie e imprese siano drammatiche, soprattutto se pensiamo che a Roma il 6% delle famiglie, circa 70 mila persone, dichiara di avere molte difficoltà economiche”.

Aggiungendo  anche chi vive con difficoltà si arriva al 14,8%, cioè circa 170 mila famiglie.  Nel Lazio, inoltre, i disoccupati arrivano a quota 251.000 (Istat e Sant’Egidio).

Codici ricorda che “la crisi sta colpendo anche una città come Milano, da sempre considerata la capitale economica dell’Italia”. Il Rapporto sulle povertà nella diocesi di Milano di Cesare Balbo racconta infatti come dal 2008 al 2012 siano aumentati addirittura del 31,4% coloro che domandano pacchi di viveri e altri aiuti materiali. Nel corso del 2012 gli italiani che a Milano si sono rivolti ai centri in cerca di cibo sono ormai il 37%. Oggi le mense per i senza fissa dimora e i dormitori sono frequentati moltissimo da italiani che, perso il lavoro e non più giovanissimi, non hanno altra scelta che chiedere aiuto per tirare avanti.

“Le attuali sofferenze bancarie non sono mai state così pesanti dal 1999 per i bilanci degli istituti di credito. E le ripercussioni incidono inevitabilmente anche sulla dinamica dei prestiti a famiglie e imprese. C’è bisogno di un cambiamento – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – quando la crisi crea conseguenze così rilevanti per l’economia, è necessaria una mano tesa nei confronti dei consumatori”. “Codici chiede all’Abi nuovi strumenti e nuovi parametri per il credito, per far sì che i cittadini smettano di essere le vittime della crisi e possano diventare nuovi risparmiatori, investitori e compratori, cioè il nuovo motore di risalita dell’economia”.

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