Spending review, Consumatori all’attacco: si vada avanti

Le associazioni dei consumatori vanno all’attacco sulla spending review, la revisione della spesa pubblica (con l’individuazione delle aree di spesa da razionalizzare e conseguenti tagli) che dovrebbe ammontare a 13 miliardi di euro fra il 2012 e il 2013, secondo quanto affermato nei giorni scorsi dal Ministro dei rapporti con il Parlamento Pietro Giarda, che sta lavorando a un rapporto specifico da portare all’attenzione del Consiglio dei Ministri. “Basta con i soliti dietrofront, si vada avanti e non siano sempre i cittadini a pagare”, affermano in una nota congiunta Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori. “Ridurre la spesa pubblica ora come ora non è un optional, è indispensabile – sostengono –  Il Governo Monti lo deve tenere bene a mente. Per uscire dalla crisi non si possono chiedere sacrifici solo ai cittadini, ci vuole l’impegno di tutti”.

Le associazioni ricordano che il ministro Giarda aveva annunciato che le spese dei ministeri sarebbero diminuite di 13 miliardi tra il 2012 e il 2013 passando da 352 a 339 miliardi. Il piano prevedeva la presentazione entro aprile delle nuove regole di spesa nel rapporto sulla spending review. “Sembrava che i tagli dovessero evitare l’aumento dell’Iva da ottobre, ma già si delineano forti criticità: si ipotizza che i miliardi siano 4 o 5 e già si dice che l’aumento dell’Iva non potrà essere evitato. La corda delle richieste ai cittadini è tesissima tra Imu, il paventato taglio di diverse detrazioni e l’Iva dal 21 al 23%”, spiegano le associazioni.

Ogni qualvolta si accenna a tagli alla spesa pubblica ecco che subito si materializzano ostacoli insormontabili – affermano Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori – tutto viene improvvisamente avvolto da una coltre di confusione: non si capisce più quali siano i target di risparmio, la natura della spending review e come verranno utilizzate le somme risparmiate. Il pericolo di una manovra bis è dietro l’angolo e ancora ci si permette di fare ostruzionismo. Ora è indispensabile andare avanti e dare concretezza ai tagli alla spesa pubblica. Ci vorrà una task force? E sia. L’importante è che il progetto non naufraghi”.

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