Spending review, obiettivo: tagliare 4 mld…a tutti i costi

Non si parla d’altro. La parola della seconda metà del 2012 sarà, senza dubbio, ‘spending review’. Il punto di partenza del governo Monti, impegnato a trovare la quadratura del cerchio, è tagliare 4 miliardi di spese, subito, che diventeranno 8 il prossimo anno. Come? Attraverso la ‘spending review, appunto, una revisione della spesa che, però, non piace a nessuno: parti sociali in testa. Nella bozza di provvedimento ancora in discussione, ma di cui l’Agi fornisce un’anticipazione, sono previsti il blocco degli stipendi e le ferie coatte per i dipendenti pubblici; la riduzione dei permessi sindacali del 10% per gli statali a partire da gennaio del 2013. Inoltre il fondo sanitario viene ridotto di 3 miliardi in due anni (un miliardo per il 2012 e due per il 2013); chiusi i piccoli ospedali e previsti circa 30mila posti letto in meno negli ospedali pubblici, con un rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti contro gli attuali 4,2. Stangata anche sulle auto blu: nel 2013 la spesa per le auto blu non dovra’ superare il 50% di quanto speso nel 2011. Infine tagli a scuola e universita’.Pur essendo, per il momento, solo indiscrezioni, già raccolgono il dissenso di molti. Secondo l’Unione degli Universitari si tratta di “follia pura” voler tagliare 200 milioni di euro alle università per destinare quei fondi alle scuole private: “Non ci sono altri termini per descrivere un provvedimento del genere. L’università ha subito tagli per un miliardo di euro negli ultimi anni, le tasse universitarie sono fuori controllo e ogni anno cresce il numero di studenti, meritevoli ma senza mezzi, che non ricevono la borsa di studio per mancanza di fondi. Una vera revisione della spesa pubblica – spiega Michele Orezzi , coordinatore nazione UDU – dovrebbe cominciare dall’azzeramento del finanziamento pubblico a scuole e università private, come peraltro previsto dalla nostra Costituzione. In questo momento tagliare altre risorse alle università e regalare 200 milioni alle scuole private sarebbe gravemente irresponsabile e letteralmente fuori dal mondo. Dopo anni di tagli, di attacchi alla scuola e all’università pubbliche non siamo disposti a tollerare il taglio di un solo centesimo. Se verrà sferrato questo gravissimo attacco risponderemo e lanceremo una vasta mobilitazione in ogni scuola e in ogni ateneo”.

Anche Farmindustria, riunita in Assemblea a Roma, fa sentire la sua voce: “non sono i farmaci la fonte di crescita della spesa. Dal 2006 al 2011 la farmaceutica è aumentata del 2%, mentre la crescita media delle altre voci è stata del 17%”.

“La revisione degli uffici giudiziari, contenuta nella spending review, è condivisibile e non rinviabile, ma bisogna tener conto di ulteriori requisiti oltre quelli indicati dalla legge 148/2011 quali ad esempio la posizione geografica, i collegamenti viari, la presenza di infrastrutture e di servizi, la naturale convergenza delle comunità locali del circondario verso la città sede del tribunale, la presenza della criminalità organizzata”, commenta, invece, Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva .

Secondo Confesercenti, infine, “il rigore evocato in questi giorni non può essere costituito da un mix fatto da qualche taglio e da più tasse: in questo modo ci saranno solo meno consumi, meno lavoro, meno imprese e sviluppo. Si deve invece perseguire la via di tagli più coraggiosi per ridurre l’insopportabile pressione fiscale su famiglie ed imprese: quello che vogliamo non sono ritocchi ma una rivoluzione della spesa pubblica e della struttura istituzionale”.

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