Standard & Poor’s, Adusbef e Federconsumatori chiedono alla Consob di revocare licenza a operare in Italia

Adusbef e Federconsumatori, nell’atto di intervento alla Procura di Trani, contesteranno a Standard & Poor’s l’attentato all’integrità dello Stato. E chiedono che la Consob revochi all’agenzia di rating la licenza a operare in Italia. È quanto affermano le due associazioni dopo la consegna dell’avviso di conclusione delle indagini fatto dalla Procura di Trani a S&P, cui viene contestata la manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata. Per Adusbef e Federconsumatori, quando si leggeranno le carte dell’inchiesta, corredata dalle intercettazioni telefoniche fra la sede di Milano e quella di New York di Standard & Poor’s, ci si renderà conto delle “illecite condotte” delle agenzie di rating nei giudizi negativi espressi nei confronti dell’Italia. La prova di tutto questo starebbe proprio nelle intercettazioni.

Affermano in una nota Adusbef e Federconsumatori: “Ad incastrare infatti l’Agenzia di rating oltre alle perizie ed alle consulenze, ci sono compromettenti intercettazioni telefoniche, tra l’ allora numero uno dell’ agenzia di rating Standards and Poor’ s, Deven Sharma, costretto a dimettersi nell’agosto 2011 dall’amministrazione Obama dopo il clamoroso errore di 2.000  miliardi di dollari nel declassamento della tripla A del debito Usa, sostituito a settembre da Douglas Peterson, amministratore delegato di Citigroup, ed i suoi referenti italiani ed europei. Proprio in quelle telefonate, acquisite agli atti della procura di Trani, si trova la «prova regina» che documenta la manipolazione del mercato pluriaggravata e continuata”.

Sotto inchiesta ci sono però anche le altre due agenzie di rating, Moody’ s e Fitch, e – scrivono le due associazioni – “anche per loro si avvicina la scadenza della chiusura delle indagini. In sostanza, si contesta alle agenzie di rating di aver espresso giudizi negativi che non corrispondevano alla realtà”.

Adusbef e Federconsumatori dunque, si legge in una nota, “oltre ad ipotizzare che la Procura possa ascoltare il premier Mario Monti, il quale affermò nel declassamento del 13 gennaio che eravamo di fronte ad “un attacco all’Europa”, nell’atto di intervento che precede il rinvio a giudizio (20 giugno), chiedono che la Procura di Trani possa valutare l’ipotesi delittuosa prevista dall’art. 241 del Codice Penale che sanziona  gli “Attentati contro l’integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato, punito con la reclusione fino a 12 anni, e chiedono alla Consob di sospendere con effetto immediato, anche di concerto con l’ESMA (Autorità Europea), la licenza ad operare in Italia a Standard & Poor’s”.

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