Tares a luglio, FISE Assoambiente: rischio caos rifiuti

La disposizione approvata al Senato (inserito in fase di conversione del D. L. sulla gestione dei rifiuti e inquinamento ambientale) che fissa al mese di luglio il termine di versamento della prima rata della Tares (originariamente prevista per aprile)  provocherà una vera e propria “voragine” nelle casse dei Comuni e bloccherà i pagamenti alle aziende incaricate della gestione del servizio. Di conseguenza, la situazione di emergenza della raccolta e gestione dei rifiuti rischia di estendersi in tutta Italia. Non è solo per il previsto aumento della tassazione che la nuova tassa sui rifiuti continua a far discutere, ma anche per la decisione di posticipare da aprile la luglio la data di versamento della prima rata.

L’allarme viene da FISE Assoambiente (l’Associazione che in Confindustria rappresenta le aziende operanti nel settore della gestione dei rifiuti), che spiega: “Lo slittamento di 3 mesi (addirittura di 5 rispetto all’originario mese di gennaio) creerà gravi ripercussioni sotto il profilo finanziario per le aziende del settore che vedranno ulteriormente posticipati i pagamenti da parte dei Comuni alle prese con “insormontabili problemi di liquidità”, come sostenuto dal Presidente dell’ANCI nella lettera trasmessa nei giorni scorsi al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà e ribadito dalla proposta di emendamento presentata da FISE Assoambiente nell’ambito della discussione del provvedimento in Commissione Ambiente della Camera”.

Gli operatori del settore scontano già i ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione e la stretta creditizia, afferma la FISE, per la quale la nuova data di riscossione della Tares inciderà congiuntamente sulle tasche delle famiglie italiane che nell’arco di poche settimane si troveranno alle prese con varie scadenze nei confronti del fisco, comprese l’Imu e l’Irpef.

Comments are closed.