#taschevuote, i Consumatori contro la crisi

Oggi le Associazioni dei consumatori hanno organizzato il presidio #taschevuote davanti a Montecitorio. Le richieste al Governo sono precise e semplici: no all’aumento dell’Iva, sostegno all’occupazione e alleggerimento delle tasse in busta paga. Se si continua sulla strada del rigore imposto dall’Europa, finiremo per uscire dall’euro e non sarà più possibile per l’Italia confrontarsi con l’economia mondiale. Il Governo ascolterà queste voci?

Ogni anno, da almeno tre anni, le Associazioni dei consumatori si riuniscono davanti alla Camera per protestare contro una tassazione sempre più elevata e contro una politica che continua a prendere provvedimenti sbagliati, che non fanno ripartire l’economia ma vanno a pesare solo sulle tasche delle famiglie italiane. E nel frattempo la crisi continua, anzi si aggrava sempre di più. Perché nonostante alcune previsioni parlino di lieve ripresa, la disoccupazione continua ad aumentare, i consumi sono ridotti al minimo e la maggior parte degli italiani non ha più la forza di sopperire alle mancanze di una classe politica che non riesce a fare alcune scelte.

Qual è dunque, in questo scenario, il senso della protesta delle Associazioni dei consumatori? 

“Dobbiamo continuare a ricordare ai politici che la gente è sempre più povera e dobbiamo cambiare registro – ha detto Elio Lannutti, Presidente dell’Adusbef – Non può venire qui in Parlamento un Commissario europeo, l’ex calciatore finlandese Olli Rehn, a dire cosa il popolo italiano deve fare e quale legge finanziaria bisogna approvare mentre non dice nulla su quali sono le origini della crisi. A 5 anni dal crack della Lehman Brothers 30-40mila miliardi di dollari di risparmi sono stati bruciati e 40 milioni di posti di lavoro distrutti. Ed oggi è tutto come prima: le regole non le vogliono perché la finanza deve continuare ad andare a briglia sciolta”.

Purtroppo non c’è solo la Grecia, ma anche il Portogallo dove sta montando una protesta feroce contro l’euro e contro la Troika. E da noi le situazioni di difficoltà non sono poche. Sono sempre più numerose le famiglie che, pur avendo uno stipendio di base, sono costrette a rivolgersi alla Caritas o ad altri centri di solidarietà per chiedere un pasto o i pannolini per il figlio.

Perché non si capisce che la direzione verso cui si sta andando è quella della Grecia e del Portogallo?

“Purtroppo i Parlamenti nazionali hanno dato il potere alla Troika, cedendo la loro sovranità che per Costituzione appartiene al popolo. Questo, che dovrebbe essere il Governo del fare, fin’ora sta soltanto continuando a fare debiti.  Dei nostri 2075 miliardi di debito pubblico, che equivangolo a 35mila euro per ogni italiano residente, ben 93 miliardi sono stati dati al Fondo Salvastati e al meccanismo europeo di stabilità, il vero “Mostro di Lochness. Quindi o i Governi si mettono in testa che la sovranità appartiene al popolo e non si può lasciare la finanza da sola, oppure non se ne esce. Si devono risvegliare i popoli”.

“Il momento è complicato e il problema è proprio la politica – ha affermato Pietro Giordano, Presidente di Adiconsum – Purtroppo da anni ripetiamo alcune nostre proposte come quella di tagliare gli scaglioni bassi per l’Irpef per ridare soldi in busta paga ai lavoratori. Ma oggi c’è grande insicurezza sugli assetti della politica e se il Governo non regge rischiamo di uscire fuori dall’Europa, ma anche dall’economia mondiale. Noi crediamo che ci siano le condizioni per rilanciare la nostra economia. Siamo ad esempio convinti che l’Imu non è così scontato che verrà tolta, siamo convinti che l’aumento dell’Iva avrà un effetto domino su tutto il carrello della spesa visto che siamo un Paese in cui la maggior parte delle merci viaggia su gomma. Siamo convinti che l’unica strada per i giovani sia quella di mettere in moto le assunzioni, noi ad esempio abbiamo più volte proposto di prendere il nostro immenso patrimonio culturale che giace negli scantinati dei musei e affidarlo in concessione a cooperative di giovani. Siamo convinti che sia necessaria una stabilità parlamentare e tornare alle urne significa non avere un Governo per tanti mesi proprio in un momento in cui l’economia può e deve ripartire. Dobbiamo immettere un po’ di liquidità e soldi nelle tasche delle famiglie, non si può continuare soltanto con la tassazione e con le aziende che chiudono. C’è un problema con l’Europa: non possiamo continuare con la rigidità della cura da cavallo.

Oggi siamo in una situazione di stabilità o immobilismo?

“Senza politica purtroppo non si esce dalla crisi – ha risposto Giordano – Il Ministro Zanonato ci ha incontrato ed abbiamo stilato un’agenda dei consumatori, ma evidentemente in questo momento ha altro per la testa e come non ascolta noi non ascolta neanche i sindacati e Confindustria”.

Forse si dovrebbe trovare una nuova modalità di protesta?

“Io sono molto preoccupato perché nei prossimi mesi, se la disoccupazione dovesse crescere ancora, il sistema che fin’ora è stato retto dalle famiglie e dalla cassa integrazione salterebbe. Se le associazioni non riuscissero a veicolare più la protesta diventerebbe un problema di ordine pubblico. Al momento l’unica alternativa alla manifestazione pacifica è questa. Potremmo occupare i municipi, forse”.

“Dobbiamo andare verso un nuovo modello di politica economica, attraverso investimenti sul lavoro e sui giovani – ha ribadito Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori – Attraverso il lavoro bisogna ridare potere d’acquisto alle famiglie che per ora stanno facendo da welfare. Quindi diciamo no, nella maniera più assoluta, all’aumento dell’Iva: sarebbe un intervento demenziale, con ricadute negative dello 0,8% sul tasso di inflazione e una spesa di ulteriori 207 euro a famiglia. Sono molto preoccupato dell’incertezza di questo Governo, senza entrare nel merito degli schieramenti, le famiglie italiane vogliono un Governo che governi e che vada a scadenza naturale. Se si dovesse andare alle elezioni si faccia una riforma seria della legge elettorale.

“Noi oggi paghiamo molte più delle tasse dei tedeschi, degli spagnoli e dei francesi e abbiamo stipendi molto più bassi e meno benefici – ha ricordato Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – La ricetta è semplice: detassare stipendi e pensioni, dare sostegno alle imprese che assumono e cambiare il modo di fare economia in questo Paese. Questo è possibile se si inverte la tassazione e se si danno soldi alle famiglie. E’ la cosa più semplice che oggi possiamo fare. La settimana scorsa ero in Bosnia dove per anni si sono ammazzati tra loro, ma oggi hanno una voglia di ricominciare che purtroppo qui non c’è. Il nostro Paese si sta impoverendo rispetto alla voglia di vivere, siamo in carenza di ossigeno e non riusciamo a trovare interlocutori validi.

“Vogliamo ricordare che al di là delle vicende personali di qualcuno c’è un nucleo sociale, ovvero la famiglia, che aspetta risposte concrete – ha detto Alessandro Mostaccio , segretario generale del Movimento Consumatori – E l’aumento dell’Iva va proprio nella direzione opposta. Noi vogliamo che l’Italia torni ad essere uno Stato equo e la smetta di essere debole con i forti e forte con i deboli”.

di Antonella Giordano

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