Tobin tax all’italiana, Consumatori: sarà un flop

L’hanno già definita ‘Tobin tax all’italiana’ ed è la tassa sulle transazioni finanziarie che dal prossimo anno entrerà in vigore nel nostro Paese. Il ddl Stabilità, che verrà approvato entro fine anno, prevede, infatti, dal prossimo 1° luglio sui prodotti finanziari derivati con valore nozionale superiore a un milione di euro sia applicherà la Tobin Tax il cui limite massimo sarà di 200 euro. L’imposta, si legge nell’emendamento presentato in Commissione Bilancio del Senato, si applica “in misura fissa, determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto”. L’introito che fonti governative stimano di raccogliere nel 2013 è pari a circa 1 miliardo e 100 milioni di euro.

Secondo Adusbef e Federconsumatori, invece, si tratterà di un flop dal momento che “ecsludendo tra l’altro la tassazione sul trading over-night, non caverà un ragno dal buco se la distratta commissione (ndr. la Consob) non attiverà procedure sanzionatorie verso banche e banchieri, speculatori seriali”.

 Secondo LeggiOggi.it, saranno esenti dall’imposta i market maker, ovvero gli intermediari finanziari (persone fisiche o società) che pubblicano i prezzi di acquisto e di vendita dei titoli quotati in borsa e, modificando continuamente i prezzi in base alle oscillazioni del mercato, creano per essi la liquidità. Saranno invece soggetti alla tassa gli intermediari finanziari non residenti, che “potranno avvalersi di un rappresentante fiscale” nominato in Italia. Nel caso di presenza di più intermediari, l’imposta sarà applicata all’intermediario più vicino al soggetto che realizza la transazione finanziaria.

La Tobin Tax non si applicherà, poi, alle transazioni in borsa di azioni emesse da società a bassa capitalizzazione: “Sono esclusi i trasferimenti di proprietà di azioni emesse da società la cui capitalizzazione media nel mese di novembre dell’anno precedente a quello in cui avviene il trasferimento di proprietà sia inferiore a 500 milioni di euro”. Esenzione estesa anche “agli Enti di previdenza obbligatoria, ai fondi pensione e alle forme pensionistiche complementari, in ragione delle funzioni sociali a essi affidate e dell’evidente mancanza di ogni intento speculativo”. La norma prevede anche che l’imposta di bollo sui prodotti finanziari non potrà superare la soglia di 4.500 euro a partire dal 2013, limitatamente alle persone giuridiche.

Per quanto riguarda i titoli derivati, la Tobin Tax avrà applicazione in Italia a partire dal 1° luglio 2013 “in misura fissa, determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto”, come si legge nel comunicato del Governo. Per i sistemi di trading ad alta frequenza (high frequency trading, fondato sulla negoziazione così come generata in maniera automatica da computer in frazioni di secondo) viene introdotta una tassa “antispeculativa” con un’aliquota pari 0,02%. La norma stabilisce che “l’imposta venga applicata sugli ordini cancellati o modificati, laddove la proporzione rispetto a quelli eseguiti ecceda una determinata soglia numerica”.

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