Balneari: estate di crisi, fra spiagge deserte e consumi in calo

Non sarà certo il mese di settembre a risollevare un’estate di crisi, tutta al risparmio, con spiagge poco affollate, ombrelloni chiusi, presenze in calo negli stabilimenti balneari e riscoperta del pranzo al sacco per evitare di comprare al bar degli stabilimenti. I dati resi noti nei giorni scorsi da Fiba-Confesercenti, che riunisce gli imprenditori balneari, fatti sulla base di un sondaggio consuntivo fra gli iscritti, evidenzia che sulle spiagge italiane ci sono state presenze in calo fino al 15% e consumi in flessione del 20%. Un tracollo, insomma, che non stupisce più di tanto il Codacons: “Previsioni rispettate, è l’estate della crisi”, ha commentato l’associazione. Nel frattempo, secondo Coldiretti ci sono 3,6 milioni di italiani in partenza a settembre per vacanze che costano fino al 30% in meno.

Fiba-Confesercenti, nei primi bilanci ufficiali, ha fotografato un’estate fatta di spiagge mai affollate durante la settimana e di riscoperta del pranzo al sacco: per risparmiare su lettini e ombrelloni, le presenze negli stabilimenti balneari sono diminuite dal 5% al 15% rispetto al 2011, mentre risultano in flessione del 20% i consumi di gelati, bibite e panini nei bar delle strutture attrezzate.

Le vacanze estive del 2012 sono state all’insegna della crisi e del risparmio, al punto che solo 1 italiano su 3 ha potuto permettersi una vera e propria villeggiatura”, commenta il Codacons. Spiega il presidente dell’associazione Carlo Rienzi: “Gli italiani hanno reagito alla situazione economica negativa tagliando le spese relative alle vacanze. I dati di Confesercenti dimostrano come le previsioni e gli allarmi lanciati dal Codacons fossero estremamente esatti, e come la crisi influisca sulle scelte dei cittadini. A tale stato di cose – prosegue Rienzi – hanno contribuito prezzi e tariffe che presso stabilimenti e strutture turistiche in generale appaiono ancora troppo elevati nel nostro paese, specie se raffrontati a listini di altre mete di villeggiatura come Spagna, Grecia o Egitto, estremamente convenienti e quindi in grado, in un momento così difficile, di attrarre un maggior numero di turisti da tutto il mondo”.

Nello stesso tempo, secondo un’analisi di Coldiretti, ci sarebbero 3,6 milioni gli italiani in partenza nel mese di settembre, per vacanze che costano in media il 30% in meno, con offerte più convenienti per viaggi e soggiorni. Secondo l’associazione, più di un italiano su dieci ha scelto di trascorrere le ferie estive nel mese di settembre, quando le località turistiche sono meno affollate e i prezzi più bassi. “A settembre si registra un aumento in percentuale – spiega Coldiretti – del turismo legato alla natura in montagna, nei parchi e nelle campagne rispetto alle mete tradizionali del mare e delle città d’arte. Non è quindi solo la ricerca di risparmio. Ad apprezzare il mese di settembre sono soprattutto gli amanti della tranquillità che vogliono cogliere l’ultimo scampolo dell’estate per riposarsi e tornare in forma alla routine quotidiana”.

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