Imbarco negato? Compagnia aerea deve risarcire i passeggeri

Se la compagnia aerea nega l’imbarco ai passeggeri, ha l’obbligo di risarcirli anche se il volo è cancellato o spostato a causa di uno sciopero. Solo motivi di salute o sicurezza individuali, come la mancanza di documenti necessari per il viaggio, possono esentare la compagnia da tale obbligo. Lo stabilisce l’avvocato generale della Corte di Giustizia UE nell’ambito di una causa tra la compagnia finlandese Finnar e un passeggero che ha fatto ricorso ai giudici chiedendo il rimborso di 400 euro previsto dalla normativa europea per le tratte intercomunitarie superiori a 1.500 km.

Ecco l’episodio oggetto del ricorso: il 28 luglio 2006, a seguito di uno sciopero del personale dell’aeroporto di Barcellona, il volo di linea Finnair Barcellona-Helsinki delle ore 11.40 è stato cancellato e la compagnia ha riorganizzato i voli; i passeggeri sono partiti il giorno dopo, con il volo delle 11.40, e alcuni il giorno stesso, con un volo delle 21.40, appositamente noleggiato.

Ma questa riorganizzazione ha provocato disagi sui passeggeri dei voli dei giorni successivi: alcuni di quelli che avevano il biglietto per il volo delle 11.40 del 29 luglio 2006 sono partiti il giorno dopo con il volo delle 11.40 e con un volo appositamente noleggiato delle 21.40; altri passeggeri che avevano il biglietto aereo per il volo delle 11.40 del 30 luglio, tra cui il signore che ha fatto ricorso, sono stati spostati su un volo speciale delle 21.40. Secondo il passeggero in questione, la Finnair gli ha negato l’imbarco, contro la sua volontà.

L’avvocato generale Bot precisa che la nozione di “negato imbarco” và interpretata in modo estensivo e non può limitarsi all’overbooking, al fine di garantire un elevato livello di protezione per i passeggeri aerei che subiscono difficoltà e disagi gravi. Altrimenti ci sarebbero casi in cui i passeggero verrebbero abbandonati a se stessi, in contrasto con l’obiettivo della normativa europea. Inoltre alcune compagnie aeree potrebbero essere indotte a sottrarsi ai propri obblighi di assistenza e compensazione, adducendo qualsiasi pretesto per riorganizzare i voli e negando l’imbarco ai passeggeri.

Quindi il “negato imbarco” può essere giustificato solo con motivi riconducibili alla situazione individuale del passeggero stesso, che commette un’irregolarità presentando ad esempio documenti d’identità non validi, oppure quando, con il suo comportamento, mette in pericolo la sicurezza del volo e/o degli altri passeggeri.

Se, invece, la decisione di negato imbarco deriva da motivi completamente estranei al passeggero, non può avere l’effetto di privarlo di qualsiasi protezione. Anche perché, nel caso in questione lo sciopero dell’aeroporto di Barcellona non può essere imputato alla Finnair, quindi la compagnia aerea può a sua volta chiedere un risarcimento ai soggetti responsabili del disagio.

L’avvocato generale Bot ricorda, infine, che quando un volo viene ritardato o cancellato per circostanze eccezionali, la compagnia, se non ha avuto alcun controllo sull’evento, non è tenuta a versare la compensazione prevista dal diritto dell’UE. Quando, invece, l’imbarco è negato a causa di una riorganizzazione dei voli decisa dalla compagnia stessa, l’obbligo di compensazione resta anche per evitare che la compagnia ricorra spesso a questa pratica.

 

Comments are closed.