Promozioni sui viaggi, Antitrust sanziona Costa Crociere

Qual è il prezzo effettivo di un viaggio con Costa Crociere? Non quello che la compagnia indicava nella promozione, perché venivano esclusi da spot e sito internet voci di costo quali la quota servizio, le tasse portuali, la quota d’iscrizione. Non solo: nell’offerta online c’era una polizza assicurativa opzionale che doveva essere “spuntata” prima dell’acquisto direttamente dal consumatore. Risultato: l’Antitrust ha deciso di multare Costa Crociere con due sanzioni per complessivi 150 mila euro.

Il procedimento attivato dall’Antitrust riguarda nel dettaglio “i comportamenti posti in essere dal professionista, consistenti nell’avere divulgato, attraverso spot televisivi a diffusione nazionale, mediante il sito Internet www.costacrociere.it, ed anche attraverso un volantino pubblicitario relativo alla stagione novembre 2010 – marzo 2011, informazioni commerciali incomplete e contraddittorie riguardo al prezzo finale applicato per le crociere reclamizzate ed alle condizioni e ai limiti per l’esercizio dei diritti contrattuali dei consumatori”. Due le pratiche finite nel miniro dell’Antitrust: le modalità ingannevoli e le omissioni informative in merito al prezzo effettivo delle crociere e alle loro condizioni di fruibilità; l’offerta online del servizio accessorio consistente in una polizza assicurativa opzionale mediante un sistema automatico di preselezione: durante il processo di prenotazione online si pone in capo ai consumatori l’onere consistente di attivarsi ad eliminare il flag (modalità opt out) presente nell’ultimo step prima dell’acquisto, relativo ad un servizio diverso da quello oggetto di prenotazione.

Nel dettaglio, i prezzi pubblicizzati delle crociere – contesta l’Antitrust – non comprendevano voci di costo quali la quota servizio, le tasse portuali, la quota d’iscrizione, che vengono indicati a parte con modalità scarsamente accessibili e al momento dell’acquisto; i messaggi promuovevano l’asserita gratuità della crociera per i minori mediante il claim “Ragazzi gratis”, contraddetta da oneri supplementari richiesti in ogni caso, come ad esempio, la quota servizio, le tasse portuali, la quota d’iscrizione; le informazioni fornite nel corso della procedura di prenotazione in ordine agli ulteriori supplementi di costo (per variazioni del costo del carburante nave o aereo o di diritti e imposte) erano oscure e lacunose.

L’Autorità riconosce che “successivamente all’avvio e all’estensione oggettiva del procedimento, il professionista ha in parte modificato le indicazioni commerciali e il contenuto dei Termini e Condizioni presenti sul proprio sito, non eliminando, tuttavia, le criticità all’epoca contestate, relative alla sistematica differenza tra i prezzi base pubblicati nel sito e quelli in concreto applicati per effetto di oneri aggiuntivi non chiaramente esplicitati (quali, la quota di servizio ed il supplemento carburante), nonché la scarsa trasparenza ed ingannevolezza delle informazioni circa i diritti, i termini e le condizioni di fruibilità delle crociere”.

Così, quando  i prezzi venivano indicati con l’espressione “a partire da…” insieme all’affermazione che “i prezzi indicati non includono le tasse portuali ed iscrizione”, non ci si riferiva mai ad un prezzo minimo realmente applicato, ma a un valore base al quale andavano aggiunte voci di costo integrative di natura e valore diversi. “Pertanto – conclude l’Antitrust – le informazioni sul prezzo delle crociere reclamizzato nelle offerte risultano non veritiere”. Da qui la decisione di sanzionare Costa Crociere.

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