Adoc denuncia: “Trenitalia come il Titanic: chi ha biglietto Standard Frecciarossa resta prigioniero della sua carrozza”

Una nuova polemica investe il settore dei trasporti in Italia. Dopo che, con l’entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia, sono “scomparsi” molti treni a media e lunga percorrenza e i collegamenti notturni tra il Sud e il Nord del Paese, l’Adoc denuncia ora una nuova “follia” che “richiama il Titanic”.

I clienti di Trenitalia che hanno acquistato un biglietto Standard sui Frecciarossa sono “letteralmente prigionieri nelle carrozze a loro riservate” e sono impossibilitati ad accedere al ristorante. “Impedire l’accesso al ristorante ai clienti Standard è una follia – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – Trenitalia, dopo l’umiliare quotidianamente i pendolari, non rispettare gli orari dei treni, non rimborsare congruamente per i continui disservizi, ora vuole tornare ai servi gleba o ai paria. Ricorda il Titanic, dove chi stava in terza classe era prigioniero coi topi e chi stava in prima mangiava caviale. Tutti sappiamo poi com’è andata a finire”.

Pileri denuncia: “oltre ad offendere i viaggiatori, la scelta di Trenitalia è controproducente perché dimezza gli introiti del servizio ristorante, a meno che l’obiettivo non sia eliminare poi il servizio, uno dei pochi che funziona sui treni”. L’Adoc ha inviato una lettera al Presidente Monti, chiedendo le dimissioni immediate di Moretti, e una lettera all’Antitrust, essendo al momento un servizio in monopolio Trenitalia non può prevedere queste limitazioni.

Rimanendo in tema di trasporti, c’è un’altra “sorpresa” che aspetta i cittadini, in questo caso romani: il prezzo del biglietto degli autobus, metro e tram di Roma, sta per aumentare del 50% passando da 1 euro a 1,50 euro. Per l’Adoc si tratta di una decisione gravissima, che danneggia profondamente i cittadini romani e che non è accompagnata dal miglioramento del servizio.

In un momento di crisi come questo, pretendere dai cittadini un esborso di circa 100 euro l’anno in più rispetto ad oggi ci sembra senza senso – dichiara Pileri – Poco conta l’eventuale aumento a 100 minuti della durata del biglietto: se così fosse l’aumento dovrebbe ad ogni modo essere più contenuto, in proporzione, arrivando a costare al massimo 1,30 euro. Senza contare che all’aumento non si prevede un corrispettivo innalzamento della qualità e della sicurezza del sistema urbano dei trasporti. Le stazioni di metro, treni e capolinea di autobus sono spesso abbandonate al degrado più completo, poco illuminate, non sicure e inaccessibili, in molti casi, per le persone disabili o con difficoltà motorie, come le mamme con le carrozzine”. Infine, la decisione di munire gli autobus di cabine blindate per una maggiore sicurezza degli autisti è, secondo l’Associazione, uno spreco di denaro.  Si può parlare di aumenti solo nel momento in cui viene offerta un’ottima qualità del servizio, altrimenti si crea solo un danno enorme per i cittadini, i turisti e per l’immagine di Roma, “sempre più lontana dall’essere una vera Capitale europea”.

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