Alitalia, Codacons diffida Consob a garantire trasparenza nelle offerte d’acquisto

Alitalia è di nuovo a corto di capitali e si sta inventando un nuovo “divorzio” interno: quello dell’asset Mille Miglia, il piano di fidelizzazione, che dovrebbe strategicamente evitare l’operazione di ricapitolazione. Si resta in attesa di vedere l’esito di questa operazione in vista della vendita della compagnia aerea. Intanto sul fronte dell’acquisizione da parte di Air France, il Codacons e l’Associazione Utenti del Trasporto aereo, marittimo e ferroviario hanno diffidato la Consob “ad esercitare i propri poteri di vigilanza e garanzia, al fine di tutelare i risparmiatori che hanno investito danaro in azioni e obbligazioni della compagnia aerea in questione, pena l’insorgere in capo all’Autorità di una responsabilità ex art. 2043 c.c. per omessa attivazione dei poteri di vigilanza ed il conseguente obbligo di risarcire agli investitori il danno subito, da quantificarsi nel prezzo corrisposto per l’acquisto delle quote”.

Lo scorso 12 gennaio, infatti, è scaduto il lock-up che imponeva agli azionisti di Alitalia il vincolo di non vendere le azioni all’esterno della Cai, e di non cederle ad Air France – KLM. I soci privati italiani di Alitalia possono dunque cedere le loro quote, mentre la società Air France, già primo socio di Alitalia con il 25%, sarebbe pronta a rilevare il restante 75% della compagnia italiana controllata da Cai. “Nello svolgimento corretto delle operazioni di acquisizione delle partecipazioni di Alitalia/Cai appare necessario il controllo di garanzia da parte della Consob – scrivono nella diffida le due associazioni – al fine di garantire che le richiamate operazioni siano poste in essere in ossequio ai principi di parità di trattamento tra gli offerenti e di trasparenza, al fine di realizzare la massima concorrenza nella formazione delle offerte d’acquisto, nell’interesse ed a tutela degli azionisti e del mercato”.

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