Alitalia vuole comprare WindJet, Antitrust indaga

Alitalia sta cercando da tempo di comprare la compagnia aerea siciliana WindJet, ma l’operazione desta non poche preoccupazioni rispetto alla concorrenza futura. E infatti l’operazione di acquisizione dovrà passare sotto la lente dell’Antitrust. La decisione, tanto attesa da Ryanair e non solo, è arrivata: l’Autorità avvierà un’istruttoria per verificare se l’operazione è in grado di eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza su ben 9 rotte: Catania-Bologna; Catania-Milano Linate; Catania-Milano Malpensa; Catania-Pisa; Catania-Roma; Catania-Venezia; Palermo-Milano; Palermo-Roma;  Palermo-Torino. Si tratta di quote di mercato significative, su cui si crea una “strana sovrapposizione” che potrebbe eliminare del tutto la concorrenza.

Nella sua istruttoria, l’Autorità dovrà considerare anche il vantaggio competitivo che Alitalia-CAI otterrebbe dall’operazione, alla luce delle barriere all’entrata di natura economica e reputazionale caratteristiche del mercato del trasporto aereo passeggeri effettuato su voli di linea: WindJet rappresenta da tempo uno dei più noti operatori low cost a livello nazionale e ha tradizionalmente concentrato le proprie attività sulle rotte da/verso la Sicilia, acquisendo una forte notorietà per i consumatori interessati a tali rotte.

L’Antitrust valutarà anche il valore concorrenziale dell’acquisizione, da parte di Alitalia-CAI, di nuovi slot sullo scalo di Milano Linate, dove gli slot sono contingentati a causa di vincoli strutturali e regolamentari: Alitalia-CAI potrebbe infatti, nell’ambito delle proprie strategie di competizione nei confronti dei concorrenti, modificare la destinazione degli slot di WindJet.

Federconsumatori e Adusbef danno un giudizio positivo all’apertura dell’istruttoria: “Come abbiamo rilevato da tempo, infatti, tale operazione comporterebbe una grave riduzione alla concorrenza, con una diminuzione dei voli low cost da e per la Sicilia. A farne le spese sarebbero non solo i cittadini siciliani, costretti a pagare biglietti più cari per raggiungere il continente, ma l’intera economia della regione, che tra l’altro, con l’innalzamento dei costi dei biglietti, potrebbe vedere ridursi i flussi turistici”.

La Federconsumatori Sicilia ha monitorato la differenza di prezzo, confrontando il costo dei biglietti tra una tratta effettuata da diversi vettori (Milano-Palermo) e una tratta su cui Alitalia ha, di fatto, il monopolio (Napoli-Palermo): la differenza è del 73%, 268 euro per la Napoli-Palermo e 155 per la Milano-Palermo.

Lo stesso discorso vale per Catania, dove un biglietto a/r per Milano (tratta su cui non c’è monopolio) costa 215 euro, mentre un biglietto a/r per Napoli (tratta monopolio di Alitalia), costa 269 euro, ovvero il 25% in più.

“Un preoccupante passo indietro sul fronte della concorrenza che rischia di configurare, anche su altre tratte, il monopolio di Alitalia, come avviene oggi tra Roma e Milano – aggiungono le due Associazioni – Il risultato sarebbe un rincaro dei biglietti, meno disponibilità di orari, con l’aggravante che la Sicilia risulta ulteriormente penalizzata dal momento che è un’isola e che i collegamenti via terra e via mare sono sicuramente più lenti e scomodi. Se a questo aggiungiamo i tagli operati dalle Ferrovie sulle tratte di lunga percorrenza per il Sud e lo stato di abandono del trasporto regionale, la Sicilia rischia di rimanere completamente isolata dal “continente”.

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