Bolli e tariffe stradali non discriminatorie verso gli stranieri: lo chiede Bruxelles

Il sistema di tariffazione stradale all’interno dell’Unione Europea deve rispettare il principio di non discriminazione. E’ quanto ha indicato la Commissione Europea negli orientamenti pubblicati oggi, indirizzati soprattutto ai Paesi che stanno per introdurre nuovi sistemi di tariffazione per l’uso delle automobili private.

Attualmente Austria, Bulgaria, Repubblica ceca, Ungheria, Romania, Slovenia e Slovacchia dispongono per le automobili private di sistemi di tariffazione con bolli calcolati in base al tempo. Il Belgio sta per introdurre lo stesso sistema e anche i Paesi Bassi e la Danimarca ne stanno discutendo.

Il problema messo in luce dalla Commissione è che, nel corso degli anni, è stato più volte denunciato dai cittadini la violazione da parte di questi sistemi di tariffazione di alcune norme UE, a cominciare dal principio di non discriminazione degli stranieri. Nel 1996, infatti, l’Austria è stata costretta a modificare il suo piano di bolli annuali, risultato ingiusto nei confronti degli automobilisti stranieri. Nel 2008 la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti della Slovenia, che stava rilasciando solo bolli semestrali. In seguito le autorità hanno introdotto bolli settimanali.

Oggi la Commissione torna a precisare che i sistemi di tariffazione stradale devono essere trasparenti ed equi per tutti, basati, ad esempio, sulla distanza percorsa che sarebbe più efficace nel calcolo del prezzo. Se si utilizza, invece, un sistema di bolli basato sulla durata è necessario prevedere le scadenze brevi e far sì che il “rapporto di prezzo medio giornaliero” sia accettabile rispetto a quello pagato dal bollo a scadenza più lunga. Attualmente il prezzo medio giornaliero pagato da un non residente può variare da 2,5 a 8,2 volte il prezzo pagato da un residente: in Ungheria il bollo a scadenza breve costa 1,03 euro mentre quello più lungo costa 0,41; in Slovenia il bollo breve costa 2,14 euro quello lungo 0,26. Questo valore sarebbe considerato il limite massimo di accettabilità.

Infine, gli stranieri devono avere facile accesso alle informazioni relative ai diritti d’utenza e dovrebbero avere diverse opzioni di pagamento, incluse stazioni di pagamento facilmente accessibili al confine, nonché mediante telefono e siti web.  

 

Comments are closed.