Costa Concordia, adesione all’Accordo: con o senza scadenza?

Riserva ulteriori colpi di scena la vicenda relativa al naufragio della nave Costa Concordia. Ieri, smentendo quanto scritto in precedenza, abbiamo pubblicato la notizia secondo cui Costa Crociere, accogliendo le richieste delle associazione dei consumatori, ha deciso di spostare in avanti il termine per aderire all’offerta concordata con le associazioni per i naufraghi della Costa Concordia.Come stanno davvero le cose? In effetti nell’Accordo sottoscritto tra Costa Crociere e 15 Associazioni dei Consumatori aderenti al Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (tutte tranne Codici, Confconsumatori e Codacons) non è indicato un termine di durata dell’offerta stessa come più volte ribadito dall’avvocato Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori. Tuttavia Costa aveva fatto presente che “non può essere formulata un’offerta senza indicare un termine di durata dell’offerta”. Così per esigenze tecnico/legali aveva indicato una scadenza (flessibile) al 14 febbraio. Termine che, notizia di ieri, è stato spostato in avanti a data da definirsi.

Nella lettera che Costa Crociere ha inviato alle Associazioni firmatarie vi è contenuto un ulteriore dato: ad oggi in Italia 550 ospiti su 987 hanno scelto le vie legali. Ma come si prospetta la strada giudiziaria? Secondo quanto scriveva ieri Corriere.it, l’avvocato statunitense, John Arthur Eaves, lo stesso che seguì legalmente le famiglie delle vittime del Cermis, le vittime del naufragio all’Isola del Giglio, di qualsiasi nazionalità, potrebbero ottenere un risarcimento pari a 1,5 milioni di euro o, perlomeno, è quanto lui chiederà nel processo. “Avvieremo azioni legali sia in Italia che negli Stati Uniti, ma sicuramente il sistema giudiziario americano offre dei vantaggi soprattutto per termini processuali molto più brevi”, scrive il Corriere.it “La nostra prima missione è far sì che nel processo che intenteremo negli Usa nei confronti della Carnival Corporation le vittime non statunitensi abbiano risarcimenti uguali ai cittadini americani”.

L’avvocato non ha risparmiato giudizi sull’Accordo sostenendo che “le offerte di Costa sono del tutto irragionevoli” così come la clausola presente sui biglietti d’imbarco per cui il passeggero si impegna a non fare causa presso fori esteri.

Intanto Confconsumatori, che ha ricevuto il mandato di assistere alcuni passeggeri a bordo, ha chiesto alla Società di istituire un tavolo di conciliazione che, attraverso un’apposita Commissione, discuta e valuti ciascuna situazione. La sede genovese dell’Associazione insieme allo “Sportello del Consumatore” mette a disposizione dei naufraghi un qualificato “SPORTELLO VITTIME CONCORDIA” con sede in Genova, Vico Falamonica 4 int. 3 – Fax dedicato 010-2518401 – E.mail dedicata claims.costaconcordia@gmail.com per raccogliere le centinaia di denunzie in arrivo da tutto il mondo, sia dalle singole vittime, sia dalle associazioni straniere che stanno già tutelando i passeggeri di altre nazionalità.

 

 

 

 

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