Costa Concordia, circa 25 mila euro per la copia degli atti del processo

24.813 euro. A tanto ammonta la cifra che il Tribunale di Grosseto chiede ai difensori che vogliano entrare in possesso degli atti del processo relativo al naufragio della Costa Concordia. La denuncia è del Codacons che ravvede nelle cifra (elevata) un evidente ostacolo al diritto di difesa costituzionalmente garantito. Non la pensa allo stesso modo il Presidente del Tribunale Michele Addimandi che ha così risposto alle istanze dell’Associazione:  “La normativa vigente prevede quale unità di misura dei diritti per documenti cartacei, suscettibili di copia, la pagina; quanto ai supporti informatici, gli stessi diritti, unitariamente o forfetizzati che dir si voglia, sono previsti soltanto per floppy disk e compact disc; peraltro, anche quest’ultimo supporto sta per essere superato non soltanto dal DVD ma anche e soprattutto dal blue ray disk. Ebbene, l’ufficio era già orientato a richiedere anche per ciascun blue ray  disk lo stesso diritto previsto per il CD malgrado che la capienza di memorizzazione dei dati del DVD, rispetto al CD, sia superiore di cinque volte circa e quella del blue ray addirittura di trenta volte. Resta salva la possibilità di minor calcolo in pagine, in pratica quando il supporto informatico non sia esaurito nella sua capienza. Nel caso di specie non vi è nessun disco non completo ed il contributo forfetizzato totale ammonta ad € 24.498,28 per 83 dischi. Vi sono poi 136 pagine di cartaceo, per le quali è dovuto il contributo di € 20,06. Cosi si perviene ad un totale – per tutti i supporti del processo – di € 24.518,34”.

 Inoltre “per mera completezza ritengo non inopportuno constatare ed evidenziare:

–      Che, grazie ai diversi atteggiamenti assunti, da notizie di stampa emerge che il 64% dei passeggeri che erano a bordo della nave hanno trovato un accordo con la Costa Crociere sugli indennizzi;

–      Che soltanto il 6% ha in corso contenziosi con la Compagnia;

–      Che il numero complessivo dei difensori, alla predetta data, è in totale di 115;

–      Che la quasi totalità di loro difende almeno 2 persone;

–      Che 9 difendono più di cinque persone, pervenendo nel loro complesso ad un totale di 110 persone difese;

–      Che non può certo ritenersi ragionevole che ogni difensore chieda le copie per ogni persona assistita”.

“Se quindi anche soltanto i 115 difensori chiedessero copia dei DVD – spiega il Codacons – il diritto di difesa dei naufraghi costerebbe complessivamente loro oltre 2,8 milioni di euro, per giunta da pagare “al buio” perché il loro contenuto potrebbe poi anche rivelarsi privo di qualsivoglia interesse. Una cifra che al presidente Addimandi appare assolutamente congrua”.

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