Costa Concordia, incidente probatorio senza Consumatori e Ambientalisti

Sabato si è svolto l’incidente probatorio sull’ inchiesta della Costa Concordia che dovrà spiegare come e perché il comandante portò la sua nave sugli scogli del Giglio facendola semiaffondare con 4.229 persone a bordo. Con l’incidente probatorio il pubblico ministero (anche su sollecitazione della parte offesa) e la difesa dell’indagato possono chiedere l’assunzione anticipata dei mezzi di prova nelle fasi precedenti il dibattimento.

Tre i fatti rilevanti emersi nel corso della maxiudienza. Innanzitutto il procuratore capo di Grosseto ha deciso che il comandante della nave dovrà rispondere, assieme ai reati di omicidio plurimo colposo, naufragio, abbandono di nave, abbandono di persone incapaci, lesioni, omesse comunicazioni di quanto stava succedendo, anche di quello di distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto (rottura scoglio delle Scole e causa danni al fondale davanti all’isola del Giglio), così come descritto dall’articolo 733bis del codice penale. Il giudice per le indagini preliminari, poi, ha posto un articolato test, formato da 50 domande, al quale dovranno rispondere i periti addetti all’esame della scatola nera, ovvero lo strumento sul quale vengono registrati tutti i dati, di aerei e navi, inerenti la rotta, la velocità e i comandi effettuati in caso di incidente, affinchè sia possibile ricostruire quanto accaduto. Infine, sempre il gip  ha deciso di accogliere la richiesta, mostrata da alcuni avvocati difensori, di rimuovere dal lungo elenco di parti offese le associazioni dei consumatori e quelle ambientaliste, mentre ha declassato la compagnia armatrice Costa Crociere da offesa a parte danneggiata, per la perdita della nave, pur restando comunque responsabile civile a causa del danno che i suoi dipendenti hanno causato.

 Deluse le associazioni dei consumatori e quelle ambientaliste per le quali, comunque, la battaglia continua. Confconsumatori ha fatto sapere che sarà comunque presente, tramite i propri legali, alle fasi dell’incidente probatorio in quanto sei passeggeri che si sono rivolti all’associazione hanno chiesto di partecipare, appunto come persone offese, conferendo mandato ai legali ed i loro atti di nomina sono stati depositati. “Il nostro primario intento – si legge in una nota dell’associazione – è quello di contribuire all’accertamento della verità: tutte le altre questioni relative ai risarcimenti, pur importantissime, vengono dopo”. Il Codici, invece, ha annunciato che si costituirà parte civile nell’udienza preliminare. Legambiente ricorda, infine, che “il danno ambientale causato non solo all’Isola del Giglio ma a tutto il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano è sotto gli occhi di tutti” e che non si possono escludere altri problemi in futuro, specialmente durante la rimozione del relitto”.

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