Costa Concordia, troppo stretti i termini per aderire all’accordo

Il termine per accettare l’offerta di indennizzo formulata da Costa Crociere è troppo ristretta e va spostata al 14 maggio. A sostenerlo è il Giudice del Tribunale di Nanterre secondo cui le vittime non dispongono ancora degli elementi necessari e sufficienti per apprezzare e valutare la congruità dell’offerta che è stata loro rivolta, anche in considerazione del fatto che il loro danno biologico e morale non è ancora consolidato ed essi sono tutt’ora segnati dallo stress psicologico provocato da quella catastrofe marittima. E’ così che le riserve manifestate fin da subito da Confconsumatori sulla transazione, cui non ha aderito,  trovano conforto nell’ordinanza emessa ieri in Francia. C’è da dire, che l’Azienda aveva già mostrato la volontà di voler posticipare i termini sottolineando che si trattasse di un “termine flessibile” dettato da esigenze “tecnico/legali”.

 Per il Tribunale francese le vittime sono semplici consumatori, resi più fragili dalle circostanze eccezionali dell’evento, e potrebbero esser tentati di accettare l’offerta loro rivolta ignorando l’ampiezza dei loro diritti, per la paura di non poter più esser indennizzati.

 Confconsumatori torna a ribadire la necessità di costituire un Tavolo di Conciliazione “aperto a tutte le associazioni di consumatori, o soggetti comunque rappresentativi delle vittime del naufragio, di tutti paesi di provenienza dei danneggiati”.

 

 

 

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