Genova, tpl nel caos. Assoutenti si rivolge a Lupi ed Alfano

Quarto giorno consecutivo dello sciopero “selvaggio” del trasporto pubblico a Genova. L’Autorità di garanzia per gli scioperi ha scritto alla AMT di Genova per richiedere informazioni urgenti sulle astensioni improvvise dal servizio, a partire dalla giornata del 19 novembre. In particolare – si legge in una nota dell’autorità – viene richiesto di precisare l’eventuale ruolo e responsabilità nell’organizzazione della protesta da parte delle sigle sindacali presenti in azienda. L’Autorità di garanzia per gli scioperi, nella seduta di lunedì 25 novembre prossimo, discuterà di quanto sta accadendo a Genova, anche al fine di valutare l’adozione dei provvedimenti sanzionatori, previsti dalla legge.

Assoutenti è intervenuta nella vicenda chiedendo ai ministri Alfano e Lupi “un intervento urgente, fermo e risolutivo sulla difficilissima e drammatica situazione in corso nella città di Genova, i cui abitanti patiscono da ormai tre giorni le conseguenze di uno sciopero selvaggio del personale dell’impresa di trasporto pubblico urbano AMT”.

L’Associazione sottolinea come la vicenda abbia assunto “anche risvolti di ordine pubblico perché i dimostranti sono arrivati ad invadere la sede del Consiglio comunale bloccandone i lavori. Inoltre hanno impedito con la violenza e l’intimidazione l’effettuazione di servizi sostitutivi nelle fasce protette”.

L’Assoutenti, ben cosciente delle diverse competenze e responsabilità in capo al Comune, all’Ente Regione e, per i profili di ordine pubblico, in capo al Prefetto, si vede costretta a rivolgersi all’istanza superiore del Governo nazionale perché la drammatica situazione appare fuori del controllo degli organi territoriali preposti, mentre risulta ormai urgentissimo ripristinare un servizio che garantisca le fasce di regolare esercizio anche durante il legittimo esprimersi, purché nelle forme corrette, del diritto di sciopero. “Il Governo, di fronte alla gravità di questo stato di cose, non può sottrarsi dall’intervenire, pena una corresponsabilità nelle conseguenze” scrive l’Associazione.

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