Nuova Romea, Legambiente: opera anacronistica

Nei giorni scorsi il Ministro Lupi ha annunciato che il CIPE ha dato il via libera alla realizzazione della “Orte-Mestre”, la nuova arteria autostradale che dovrebbe essere realizzata in project-financing, cioè con capitali privati. In particolare la “Nuova Romea”, di cui si discute da quasi 30 anni dovrebbe servire a collegare Ravenna e il suo porto a Mestre e alle direttrici europee. Un’opera costosa, che assieme al progetto di realizzazione della quarta corsia dell’A-14 tra Bologna e la diramazione per Ravenna ripropone una concezione anacronistica del sistema trasportistico, tutta basata sulla gomma. Negativo il commento di Legambiente secondo cui “gli attuali flussi di traffico sulla Romea appaiono insufficienti a giustificare la realizzazione di una nuova arteria stradale” e, dunque, sarebbe stato più auspicabile “utilizzare quelle risorse per il trasporto ferroviario regionale, che ogni anno trasporta oltre 41 milioni di viaggiatori”.

“L’E-55 – ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente A. Cederna – è un ‘opera discussa, se non altro per il fatto che se ne parla da decenni, ma soprattutto è un’opera anacronistica, legata ad una concezione vecchia che vede nei tir, nel trasporto su gomma, lo strumento per lo sviluppo. Ormai sappiamo che la realtà è ben diversa: calo della domanda, aumento dei prezzi dei carburanti, ricorso massiccio a tir greci, turchi, moldavi, lituani, rumeni, ungheresi. Mezzi pesanti che hanno rubato traffico alle realtà dell’autotrasporto locale ricorrendo a turni di lavoro massacranti, bassi salari, mezzi meno sicuri e più inquinanti. Un trasporto che è solo di passaggio e che non lascia nulla all’economia locale”.

“Meglio sarebbe mettere in sicurezza l’attuale Romea e, come fanno già gli altri paesi europei, spostare il traffico dalla strada alla ferrovia” conclude Rambelli.

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