Parlamento europeo chiede una tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti

Approvata al Parlamento europeo una risoluzione sulla roadmap verso un’unica area di trasporto europea (testo non legislativo) con 523 voti, 64 contro e 37 astensioni. I cittadini sono i fruitori dello spazio europeo dei trasporti, il quale consente loro di spostarsi in ogni situazione e di beneficiare così della libera circolazione in Europea sia per lavoro che a fini privati.

In media il 13,2% della spesa delle famiglie è destinato all’acquisto di beni e servizi di trasporto. Inoltre, il trasporto di passeggeri e merci assicura il posto di lavoro a molti cittadini dell’Ue ed ha un ruolo essenziale per il completamento del mercato interno europeo, generando circa il 5% della ricchezza dell’Ue in termini di prodotto interno lordo e dando lavoro a oltre 10 milioni di cittadini dell’Unione.

Obiettivi coerenti e concreti per il 2020. Lo scopo del Libro bianco del 2011 dovrebbe essere quello di stabilire obiettivi coerenti ed efficaci, facendo tesoro degli errori del passato. Due gli obiettivi che andrebbero mantenuti rispetto al 2011: la riduzione del 50% dei morti e dei feriti gravi negli incidenti stradali e l’internalizzazione dei costi esterni di tutte le forme di trasporto.

Norme UE per uno spazio interno unico europeo dei trasporti. Sicurezza: obiettivo “zero vittime” nel lungo periodo e nel medio termine il mantenimento dell’obiettivo della riduzione del 50%, entro il 2020, dei morti e dei feriti gravi in incidenti stradali. Energia e ambiente: la decarbonizzazione dei trasporti continua a essere un obiettivo politico importante. Le disposizioni sull’eurobollo, con l’obbligo di destinare il 15% dei proventi a scopi specifici, e la disciplina del sistema europeo per lo scambio di quote di emissione (ETS) nel trasporto aereo hanno rappresentato passi nella giusta direzione. Vista la dipendenza dei trasporti dal petrolio, si dovrà dare sempre maggiore importanza alle energie alternative e rinnovabili. Condizioni di lavoro e sociali: l’armonizzazione delle condizioni di lavoro e delle condizioni sociali per gli occupati nel settore dei trasporti è un presupposto importante per garantire il buon funzionamento del mercato interno europeo dei trasporti. Semplificazione amministrativa: sono i cosiddetti “effetti frontiera” si incontrano soprattutto nelle regioni di confine. Qui esistono spesso accordi bilaterali fra gli Stati per risolvere determinati problemi, ma sono necessarie anche a questo riguardo norme europee.

Una co-modalità efficiente quale idea guida della futura politica europea dei trasporti. Lo spazio europeo dei trasporti dovrà fronteggiare difficili problemi di capacità nel trasporto sia di merci che di passeggeri. Secondo le previsioni, entro il 2030 il trasporto di merci aumenterà di circa il 40% e quello di persone di circa il 34% rispetto al 2005. È perciò evidente l’urgenza di soluzioni europee.

TEN-T e finanziamento. Le TEN-T sono della massima importanza per la politica europea dei trasporti; occorre quindi aumentarne l’efficienza e la fattibilità, il che può avvenire limitando il numero dei progetti e incrementando i finanziamenti. Un rete “centrale” (o “di base”) limitata, il cui finanziamento sia garantito. Spesso i progetti non avanzano per mancanza di finanziamenti. Per questo il relatore chiede che entro il 2015 gli Stati membri presentino un piano di finanziamenti per l’eliminazione di 25 delle strozzature note.

Mobilità urbana e Ricerca e innovazione. Le città dovrebbero elaborare piani di mobilità sostenibile, e il finanziamento dei progetti dovrebbe essere subordinato alla presentazione di tali piani. Sulla ricerca, si chiede perciò di sviluppare un programma di ricerca e sviluppo specificamente destinato alla mobilità e di sostenerlo finanziariamente, per creare grazie ad esso, per tutte le forme di trasporto, sistemi di gestione del traffico intelligenti, interoperabili e collegati, quali fra gli altri SESAR, Galileo, ERTMS, RIS, SafeSeaNet e ITS.

di Alessio Pisanò

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