Roma-Lido, “tratta dei disperati”

Quando allo sciopero si aggiungono i guasti, il risultato è quello che si è vissuto oggi sulla ferrovia Roma-Lido, dove centinaia di passeggeri sono stati costretti a scendere per un guasto all’impianto di alimentazione e a percorrere a piedi circa 500 metri. Cittadinanzattiva Lazio denuncia: “Una tratta dei disperati”.

Il guasto è coinciso con lo sciopero dei mezzi pubblici– che a Roma ha fatto registrare la chiusura delle due metropolitane A e B, pochi autobus in circolazione e ritardi sui collegamenti ferroviari per il Lido e sulla Roma-Pantano. Odissea per i passeggeri della ferrovia che porta sul Litorale: centinaia, fra i quali donne incinta, anziani e bambini, sono rimasti bloccati su un treno e sono stati fatti scendere per poi proseguire a piedi sui binari e arrivare alla stazione più vicina, quella della Magliana. Il tutto si è combinato infatti con il fermo della metro B, che rappresenta la coincidenza per chi arriva dal Lido verso la Capitale.

Commenta Giuseppe Scaramuzza , segretario regionale di Cittadinanzattiva: “Quello che è successo questa mattina sulla ferrovia Roma-Lido tra le stazioni di Magliana e San Paolo, dove decine di persone sono stati costretti a raggiungere la stazione a piedi sui binari con anziani e donne incinta è gravissimo.”

L’associazione denuncia che la condizione dei pendolari di Roma e del Lazio è ormai gravissima e che sulla tratta Roma-Lido i disagi sono continui. In particolare, l’ultima rilevazione civica effettuata dai volontari di Cittadinanzattiva sulla ferrovia che collega il Litorale alla Capitale ha segnalato treni affollati, in ritardo, e con problemi relativi alla sicurezza e alla comunicazione di bordo. I treni che partono da Roma Piramide per Ostia risultano  affollatissimi per il 56% dei viaggi, afferma l’associazione, e nel 62% dei casi arrivano in ritardo rispetto all’orario prestabilito. Si viaggia spesso su sedili danneggiati e usurati. La situazione risulta poco più che sufficiente per lo stato delle porte delle carrozze dei treni (funzionanti per l’84%) e per la leggibilità dei cartelloni indicanti le stazioni di transito (65%); sufficiente per la situazione legata agli estintori, presenti nel 71% dei vagoni; insufficiente invece per quanto riguarda invece la sicurezza dei passeggeri, se rapportata alla presenza di frangivetro di sicurezza (35%) e finestrini bloccati (38%) e alla scarsa presenza del personale controllore a bordo (26%), così come alla limitata diffusione degli annunci sonori delle fermate (39%).

Chiosa Scaramuzza: “Nella nostra amata città ormai nessuno rispondere delle proprie responsabilità e di questa situazione indecente e gravissima. L’unica cosa certa è che a giugno aumentano il biglietto ad 1,50 euro ma la qualità rimarrà sempre la stessa se non peggio.”

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