Taxi in sciopero il 23 gennaio. Adoc: liberalizzazioni necessarie

Stop dei taxi il 23 gennaio 2012. Lo sciopero nazionale è stato indetto dai sindacati dei tassisti, riuniti a Bologna, a fronte della mancata convocazione del Governo, nei prossimi giorni, per contrastare i provvedimenti annunciati in tema di liberalizzazione del settore.  

I sindacati hanno anche deciso per lunedì 16 gennaio a Roma, un’assemblea nazionale dei taxisti fuori turno, durante la quale “una delegazione consegnerà all’Antitrust un documento dove saranno evidenziati gli errori e le negatività contenute nella recente segnalazione”. Inoltre, “in caso di decisione unilaterale da parte del Governo – si legge ancora nella nota diffusa dai sindacati – la categoria si riserva di assumere tutte le iniziative ritenute più opportune”.

La notizia ha fatto scattare la reazione dell’Adoc che non condivide i motivi alla base dello sciopero dei taxi: “Le liberalizzazioni devono essere adottate in tutti i settori – scrive l’Associazione – non è possibile escluderne uno se ci si vuole aprire realmente al libero mercato e alla vera concorrenza, con conseguente miglioramento della qualità dei servizi offerti e riduzione dei prezzi”.

Secondo l’Adoc “la posizione di chiusura espressa dal settore taxi non è condivisibile in quanto un maggiore numero di vetture in circolazione comporterebbe una diminuzione dei prezzi a vantaggio dei consumatori e potrebbe portare alla creazione di circa 20mila posti di lavoro in Italia“. Ad ogni modo l’Adoc segnalerà ogni anomalia alla Commissione di Garanzia degli Scioperi e valuterà con i suoi legali, in caso, di denunciare ogni interruzione di pubblico servizio alla Procura.

“Come Adoc suggeriamo ai tassisti di evitare il muro contro muro con i consumatori – dichiara il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri – che non gioverebbe alla loro categoria, al contrario porterebbe a una drastica riduzione del fatturato. Sarebbe più opportuno battersi per l’ottenimento del prezzo agevolato della benzina per i tassisti e per l’incremento delle corsie preferenziali ad essi riservati”.

2 Commenti a “Taxi in sciopero il 23 gennaio. Adoc: liberalizzazioni necessarie”

  1. antonimo ha detto:

    I tassisti, come tutti gli altri, devono osservare la legge e pagare le tasse. Detto questo, gentili signori, quello di cui la pubblica opinione “deve” rendersi conto è che le cosidette “liberalizzazioni” sono uno spregevole inganno che solo una campagna mediatica senza pudore riesce a far apparire come cosa necessaria e sopratutto utile per i cittadini e per l’economia. Le privatizzazioni non sono affatto utili alla ripresa economica ma vengono spinte in tutti i modi solo ed esclusivamente dalle vere “caste” che sono la confindustria e le banche, sopratutto straniere. Il motivo? Acquisire le “quote di mecato” di settori che attualmente sono distribuite “democraticamente” fra la popolazione e farle diventare “patrimonio” dei grossi gruppi economici aumentando ulteriormente l’accentramento della ricchezza in poche mani, in perfetto accodo con le teorie della destra ultraliberista americana che già tanta miseria e disoccupazione ha portato in quel paese. L’obiettivo perverso è quello di annientare la piccola imprenditoria, ad esempio liberalizzando gli orari dei negozi, a tutto vantaggio di Coop e supermercati. “Liberalizzare” le professioni, su cui tanto insiste la “l’industriale” Marcegaglia, serve solo a creare super-studi dove i professionisti saranno la “manodopera” e l’imprenditore-industriale il beneficiario degli utili del lavoro intellettuale, altro che accesso più facile per i giovani. Così per i Taxi laddove ci sono persone che hanno fatto un mutuo, ipotecando la casa per comprare la licenza. L’obiettivo è una “deregulation” selvaggia per aprire la strada alle scorribande della speculazione in un paese senza più difese. Inutile dire che le “liberalizzazioni” non significheranno diminuzione dei prezzi per il pubblico come vorrebbero far credere, ma al contrario un sicuro aumento, come è statisticamente provato. In tutto questo di banche e di finanza, veri nodi della crisi, ovviamente non si parla. Italiani svegliamoci e non facciamoci prendere in giro da questi farabutti.

  2. Taxi roma ha detto:

    Siete degli incompetenti, parlate a vanvera, il taxi costa al tassista 1800 euro al mese di spese vive, ora ditemi aumentando il numero delle concessioni come si abbattono le spese, scrivo ora da p Mazzini, 30 taxi in coda e 30 minuti d attesa, caro presidente adoc la invito a venire nel mio taxi a lavorare con me quando vuole e toccare il problema con mano, la mia e mail é a sua disposizione