Trenitalia, Federconsumatori: pubblicizza sconti, ma fa pagare tariffe vecchie

Disguido tecnico o espediente subdolo per far pagare di più? A sollevare il dubbio è Federconsumatori sui prezzi dei biglietti dei treni di Trenitalia: da circa una settimana gli utenti che vogliono acquistare un biglietto scontato online di Trenitalia non riescono più a farlo. L’azienda li rimanda al vecchio sito, cui si accede dalla home del sito di Ferrovie dello Stato. E qui i prezzi sono quelli di 6 mesi fa e quindi addio alle tariffe scontate: ad esempio un biglietto Roma-Miano, che sul sito nuovo è pubblicizzato ad un costo ad 39 a 200 euro, lo si può acquistare a 116 euro per la 1^ classe e ad 89 euro per la 2^.L’Associazione spiega nel dettaglio l’operazione d’acquisto online:  dove dopo aver fatto tutte le scelte (destinazione, orario, tariffa) ed aver effettuato il login, si scopre all’ultimo passaggio prima di pagare, che bisogna inserire la propria mail ed il numero cellulare. A quel punto, però, il server di Trenitalia continua a richiedere l’indirizzo email già inserito, impedendo, di fatto, l’acquisto del biglietto. Se ci si rivolge all’assistenza si scoprirà che le segnalazioni via mail vengono sistematicamente ignorate, mentre invece il call-center si viene invitati ad utilizzare il vecchio sito, a cui si può accedere da Home FS. E qui si scopre l’arcano: su questo sito le tariffe sono quelle vecchi.

E anche le macchinette fast (le biglietterie automatiche che si trovano presso le stazioni) girano sul vecchio sito: “insomma, grazie ad un incidente tecnico, Trenitalia può continuare a propagandare tariffe competitive mentre, nella realtà, continua ad applicare quelle vecchie di 6 mesi” denuncia Federconsumatori.

“Siamo certi che l’A.D. dirà che è un banale incidente informatico! Peccato che gli informatici di Trenitalia, in una settimana, non sono venuti a capo di nulla, mentre anche uno studente d’informatica al primo anno l’avrebbe risolto nel giro di qualche minuto: è evidente che la scelta è quella di ripristinare le vecchie tariffe”.

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