Viaggiare in auto, rincari su autostrade e RCA: fino a +35€ a famiglia

Sono scattati il 1° gennaio gli aumenti sui pedaggi della rete autostradale italiana. Rincari che avranno una media dello 0,7% ma che avranno picchi fino al 7,8%. Non tutti gli automobilisti subiranno quindi allo stesso modo gli aumenti delle tariffe. “Gli automobilisti di Lombardia e Piemonte saranno i più colpiti dai rincari dei pedaggi e pagheranno aumenti più salati rispetto agli altri utenti delle autostrade”, denuncia il Codacons.  Secondo l’associazione dei consumatori, i rincari dei pedaggi determineranno nel 2017 una maggiore spesa compresa tra i 30 e i 35 euro su base annua a famiglia.Gli incrementi tariffari più elevati riguardano proprio i tratti autostradali delle due regioni, con le tariffe della Brebemi che saliranno del +7,88%. Aumenta dell’1,90% il TEEM, Brescia-Padova S.p.A. +1,62%; Milano Serravalle Milano Tangenziali S.p.A. +1,50%; SATAP S.p.A. Tronco A4 +4,60%; SATAP S.p.A Tronco A21. +0,85%; Torino – Savona S.p.A. +2,46%.

Per Adoc va rivisto il meccanismo, ad oggi molto opaco, previsto dalla Legge 101/2008 sull’adeguamento delle tariffe dei pedaggi autostradali. “Da due anni, a causa della deflazione, tutte le pensioni, anche quelle più basse, non subiscono rivalutazioni, ma i pedaggi autostradali, col bello o col cattivo tempo ogni primo dell’anno vengono ritoccati verso l’alto, alcune tratte anche in modo sensibile. Come è possibile?”, si chiede Roberto Tascini, presidente dell’Adoc. “Ad oggi c’è molta opacità sulle dinamiche legate all’adeguamento delle tariffe, crediamo sia opportuno e necessario riequilibrare il rapporto fra concessionari e utenti, rivedendo e rendendo più trasparente il meccanismo degli aumenti. Riteniamo inoltre che i maggiori ricavi derivanti dagli aumenti dei pedaggi autostradali debbano essere interamente investiti sulla sicurezza della rete autostradale.”

autoTutte da rivedere anche le stime sui rincari fatte da Federconsumatori e Adusbef. La prevista stangata di 771 euro per il 2017 è messa a dura prova dai rincari annunciati e per luce, gas e autostrade che da sole assorbiranno 115 euro annui, riducendo notevolmente il potere d’acquisto delle famiglie italiane. “Si rende necessario, perciò, che su queste materie non si diano facili ed immediati assensi da parte di chi ha responsabilità istituzionali in materia, e si facciano prima e meglio le doverose verifiche e controlli per eliminare effetti speculativi sempre presenti in questi settori. È chiedere troppo se qualche volta anziché accorrere subito alle pretese imprenditoriali si acceda maggiormente alle problematiche delle famiglie italiane, soprattutto alle meno abbienti?”, dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti di Adusbef e Federconsumatori.

Ma non è solo l’aumento del pedaggio che renderà costoso muoversi in auto. Stando ai dati raccolti da Facile.it, il 2017 si aprirà all’insegna di una modifica verso l’alto anche delle tariffe RC Auto per 1,4 milioni di automobilisti riconosciuti responsabili di sinistri che faranno peggiorare la loro classe di merito.

Il portale per la comparazione di assicurazioni auto ha analizzato oltre 500.000 preventivi richiesti nell’ultimo mese dello scorso anno, scoprendo che il 4,12% degli utenti vedrà aumentare l’importo dell’RC auto da rinnovare. La percentuale è in diminuzione rispetto all’anno scorso (-0,31%) e ciò indica che nel 2016 oltre 100mila automobilisti italiani sono stati più attenti e prudenti rispetto al 2015.

“Se l’obiettivo dell’Europa è quello di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2020, l’Italia è ancora lontana dal traguardo”, dichiara Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it. “Gli ultimi anni hanno rappresentato una svolta nel comparto assicurativo che ha visto rivoluzionare non solo le pratiche burocratiche, ma anche l’atteggiamento dell’automobilista. Contrassegno elettronico e scatole nere sono stati cambiamenti importanti, e nonostante per qualcuno l’RC auto aumenterà, auspichiamo che questi strumenti creino circoli virtuosi che si amplificheranno nei mesi a venire, sommandosi a quelli provenienti dalla comparazione, ormai largamente sfruttata dagli italiani”.

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