Vittoria consumatori: oltre 300mila euro agli utenti per disservizi Trenord

Risultato storico per i diritti dei pendolari e per la class action in Italia: con la sentenza della Corte di Appello di Milano depositata oggi (Sentenza n. 3756/2017 pubbl. il 25/08/2017 RG n. 667/2016 Repert. n. 2828/2017 del 25/08/2017) Trenord è stata condannata ad un risarcimento di 100 euro a testa (in aggiunta agli indennizzi automatici già versati) ai 3018 aderenti alla class action di Altroconsumo per i gravi disagi del dicembre 2012.

I disservizi inflitti agli utenti dalla compagnia ferroviaria per oltre quindici giorni nel dicembre 2012 furono gravissimi: saltò tutto il sistema di trasporto su rotaie, treni cancellati e i pochi rimasti diventati carri presi d’assalto, corse dirottate, ritardi, mancanza di informazioni per i circa 700mila i pendolari lombardi coinvolti in quelle giornate di caos.

Secondo la Corte d’Appello di Milano non v’è dubbio che Trenord abbia causato, per inefficienza nell’organizzazione, disservizi e disagi tali da coinvolgere migliaia di viaggiatori, in forma continuativa, per un periodo di tempo prolungato (dal 9 al 17 dicembre 2012), costringendoli a subire i ritardi prolungati, cancellazione di corse, trasbordi da un convoglio all’altro, modifiche di itinerari, condizioni di sovraffollamento dei convogli, senza neppure garantire forme di assistenza minime o diramare informazioni sui tempi di attesa o su eventuali percorsi alternativi.

Commenta Paolo Martinello, presidente Altroconsumo: “Per la prima volta in Italia una class action introdotta a tutela dei diritti di migliaia di consumatori sfocia in un risultato positivo, tangibile e concreto, a beneficio di migliaia di pendolari vittime di gravi inefficienze nei servizi pubblici. È un risultato importante e un precedente positivo per tutti gli utenti di servizi di trasporto: le aziende devono migliorare la qualità dei servizi, rispettare i diritti degli utenti e rispondere nei loro confronti dei disservizi dei quali sono responsabili”.

Il risarcimento, seppur modesto”, dichiara il Codacons, “può significare una inversione di tendenza nella tutela del consumo e del mercato. La strada da percorrere però è ancora lunga e difficile”.

Per il Codici “è necessario che i cittadini siano finalmente e totalmente tutelati e che l’azienda attui un repentino e perentorio cambiamento di rotta affinché si possa costruire un nuovo rapporto con l’utenza, fondato sulla fiducia e sulla correttezza”.

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