Trip Advisor, Fiepet propone recensioni certificate

Turismo, social media, valutazioni su Trip Advisor: un legame che rischia di diventare esplosivo. Periodicamente esplodono polemiche sull’attendibilità delle recensioni presenti sul notissimo portale, che permette di esprimere il proprio giudizio sulla cucina, sull’accoglienza ricevuta, sulla pulizia, sulla rispondenza fra le “stelle” attribuite a un albergo e il servizio reso. Gli albergatori chiedono tracciabilità dei giudizi, sono state denunciate pratiche di scambio da parte di fornitori che promettono recensioni positive (fasulle), il portale rivendica la libertà d’espressione e il gran numero dei pareri raccolti da turisti che spesso mettono foto o rimandano a Facebook.

In tutto questo, anche i Consumatori stanno monitorando la situazione. Nei giorni scorsi l’Unione Nazionale Consumatori ha preso posizione chiedendo che i commenti non siano anonimi. “Proprio TripAdvisor avrebbe tutto l’interesse a garantire l’attendibilità dei giudizi pur preservando la libertà di opinione, cardine imprescindibile della Rete: forse la soluzione potrebbe essere di abolire l’anonimato degli utenti”, ha detto l’associazione, mentre solo ieri il Movimento Difesa del Cittadino di Parma ha denunciato l’allontanamento dalla struttura alberghiera di una famiglia, a seguito di una recensione critica pubblicata sul sito.

Cosa fare? La Fiepet, Federazione dei Pubblici Esercizi di Confesercenti, “ritiene necessario approfondire il dibattito nel merito del rapporto con TripAdvisor, ricercando soluzioni efficaci e condivise dagli operatori, riguardo i problemi che, comunque, la gestione dei socialmedia pone agli imprenditori della ristorazione italiana”. La sigla propone “recensioni certificate”. Gli accessi sono milioni ogni giorno, l’appetibilità commerciale è elevata, ma sono state segnalati diversi comportamenti scorretti, argomenta la Fiepet, per la quale la soluzione del problema non si prospetta semplice ma “una strada da tentare è quella di prevedere l’introduzione di recensioni certificate, accanto a quelle anonime”. “In sostanza – afferma Esmeralda Giampaoli, presidente nazionale della Fiepet – un doppio binario per l’inserimento di recensioni, dove chi decide volontariamente di uscire dall’anonimato goda di un peso diverso rispetto a chi decide di continuare a celare la propria identità”.

L’idea è quella di creare la figura del “recensore certificato” e cioè di colui che decide di esprimere un’opinione nella maniera più libera possibile, palesando la propria identità. Secondo Fiepet, “in questa ottica il consumatore, che espone il suo punto di vista riguardo un determinato servizio turistico e condivide le sue informazioni, potrà godere di un maggiore grado di affidabilità verso gli utenti che leggano quella specifica recensione”.

In ogni caso vanno scongiurate false recensioni positive o negative, che minerebbero l’attendibilità del sistema, argomenta la Fiepet. “Per questo motivo – continua Giampaoli – pensiamo che i nostri migliori alleati per combattere il  ‘mercato delle recensioni’ siano proprio i gestori dei portali in quanto, per essere credibili dai consumatori e dalle aziende stesse, dovranno autonomamente decidere di contrastare in modo risoluto le pratiche scorrette. La nostra proposta – conclude il presidente della Fiepet – va proprio in questa direzione e siamo fermamente intenzionati a sostenerla nel corso dei prossimi incontri, già programmati, con i responsabili di Trip Advisor”.

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