Turismo, Istat: nel 2012 meno 5,7% di viaggi e vacanze

Nel 2012 viaggi e vacanze in Italia e all’estero diminuiscono complessivamente del 5,7%. Allo stesso tempo, la diminuzione del numero di viaggi è determinata unicamente dal calo dei viaggi di vacanza (-5,3%), seppur meno marcato rispetto alla flessione osservata nel 2011 (-17%). L’ammontare complessivo dei viaggi di vacanza passa così da 72 milioni e 558 mila nel 2011 a 68 milioni e 699 mila nel 2012. Complessivamente, nel 2012 i viaggi con pernottamento effettuati in Italia e all’estero sono stati 78 milioni e 703 mila con una riduzione del 5,7%. I dell’Istat vengono dal rapporto Viaggi e vacanze in Italia e all’estero relativo al 2012.

Sono in flessione dell’8,3% i viaggi con mete italiane, mentre quelli verso l’estero sono stabili e aumentano i flussi verso i paesi extra-europei. I paesi esteri preferiti sono Francia e Spagna.

Nel dettaglio, rimangono stabili sia l’ammontare dei pernottamenti (501 milioni e 59 mila notti) sia la durata media dei viaggi (6,4 notti). Risultano stabili il numero medio di viaggi pro-capite (1,3 viaggi) e le durate medie dei viaggi di vacanza e di lavoro, rispettivamente 6,9 e 2,9 notti. Il periodo estivo mostra una sostanziale stabilità rispetto al 2011 sia nell’ammontare complessivo dei viaggi e dei turisti, sia nella durata media delle vacanze lunghe (12,3 notti). Complessivamente, diminuiscono le vacanze in montagna (-20,7%) e le visite a città o località d’arte (-18,9%), mentre aumentano le vacanze al lago, in campagna e collina (+52,5%).

I viaggi con mete italiane, che rappresentano il 79,4% del complesso dei viaggi, subiscono un calo dell’8,3%. La flessione riguarda soprattutto i viaggi verso le regioni del Centro (-15,5%), in particolare quelli per vacanze brevi (-21,2%), mentre i viaggi verso l’estero mostrano una sostanziale stabilità, con un aumento dei flussi diretti verso i paesi extra-europei (+31,4%).

Il 20,6% dei viaggi riguarda un paese straniero: fra questi, il 79,6% dei viaggi effettuati ha come destinazione una meta europea; la quota scende al 72,2% nel caso delle vacanze lunghe, che nel restante 27,8% dei casi ha destinazioni extra-europee. Nel 2012 la Francia risulta il paese più visitato, meta del 14,3% dei viaggi all’estero; seguono la Spagna (13,4%), il Regno Unito (8%), la Croazia (6,2%) e la Grecia (6,1%).

La prenotazione diretta si conferma la modalità preferita di organizzazione del viaggio, impiegata per il 52,7% dei viaggi, una quota stabile rispetto al 2011, e l’automobile rimane il principale mezzo di trasporto, utilizzato nel 60,5% dei viaggi.

Quasi la metà degli italiani non ha soldi per le vacanze, i prezzi sono troppo alti e l’Italia perde posizioni rispetto ad altri paesi quali Grecia, Croazia e Spagna: questi i dati evidenziati dal Codacons di fronte alla fotografia dell’Istat. “Gli italiani non possono più permettersi di andare in vacanza”, afferma l’associazione. “D’altronde ricordiamo che già nel 2011 il 46,6% degli italiani non poteva permettersi una settimana di ferie lontano da casa, percentuale che nel Sud e nelle Isole saliva al 65,5%. Anche il calo dei viaggi di lavoro dimostra la gravità della recessione economica in atto”.

L’associazione sottolinea inoltre il dato relativo alla stabilità dei viaggi verso l’estero e all’aumento di quelli verso paesi extra-europei, a fronte di un calo delle mete italiane. “Questo dato dimostra che in Italia i prezzi sono troppo alti e che nel rapporto qualità-prezzo il nostro Paese continua sistematicamente a perdere posizioni rispetto a mete più economiche come Spagna, Grecia, Croazia, Egitto e Turchia”, conclude l’associazione.

Federconsumatori si sofferma sui dati Istat sottolineando che, secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori, nel 2012 solo 1 italiano su 3 si è potuto permettere la “tradizionale” vacanza estiva e il calo dei cittadini che hanno effettuato una vacanza estiva nel 2012 è pari al 5,6% rispetto al 2011. Se nell’estate 2008 erano 29,4 milioni gli italiani che andavano in vacanza (pari al 49% della popolazione), nel 2012 tale dato è sceso ad appena 20,4 milioni (ovvero il 34% della popolazione).  “Tale tendenza – affermano Federconsumatori e Adusbef – non potrà che peggiorare nel corso del 2013: anno in cui si prevede un vero e proprio crollo delle presenze estive, soprattutto alla luce delle onerose scadenze fiscali previste proprio in tale periodo: IMU, Tares ed ulteriore aumento dell’IVA”.

Di “ennesimo segno meno” parlano gli esercenti.  “Una flessione del 5,7% fa pensare che mentre alcuni comparti riescono a contenere la contrazione, ce ne sono altri, come quello del turismo stagionale, dal quale traggono sostegno economico molte regioni italiane, che vanno molto peggio, arrivando a flessioni dell’8-9%. Questo dato ci preoccupa, ma non ci meraviglia. Alla crisi che morde – sottolinea Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo-Confesercenti – si somma infatti il protagonismo di una politica che non sa cosa fare, mentre le imprese, che saprebbero più agevolmente come muoversi per arginarla, sono soffocate da un carico fiscale indegno di uno stato civile e da un costo del lavoro insostenibile. Finché le imprese non saranno liberate dalle catene burocratiche nazionali ed europee – conclude il presidente di Assoturismo – non avranno la possibilità di ricominciare a fare reddito e occupazione e noi continueremo a registrare segni meno davanti ad ogni dato sul turismo e non solo”.

Comments are closed.