Turismo, preoccupano i dati negativi

I dati diffusi ieri dall’Istat hanno suscitato non poche polemiche e preoccupazione negli addetti ai lavori, e non solo. “I dati dell’Istat sul turismo sono drammatici e sono la conseguenza della crisi che sta piegando il nostro Paese e a cui il governo Monti sta cercando di porre rimedio – afferma Armando Cirillo, responsabile Turismo del Pd-. Chiediamo quindi al ministro Gnudi di convocare con urgenza la Conferenza nazionale del turismo per aprire un confronto con le Regioni, le organizzazioni degli imprenditori, i sindacati, le associazioni dei consumatori e del turismo sociale, per individuare le misure urgenti da approvare. La crisi del mercato interno aggrava una situazione di per sé già difficile: servono interventi partendo dall’approvazione di un Piano nazionale per il turismo dedicato alle piccole e piccolissime imprese turistiche e dalla riforma dell’Enit. La situazione è molto grave – ha aggiunto Cirillo – ed è necessario che il governo dedichi la massima attenzione a quanto sta accadendo. Servono interventi rapidi che consentano, compatibilmente con le risorse a disposizione, di rilanciare il turismo italiano, un segmento fondamentale dell’economia che potrebbe creare crescita e nuova occupazione”.

Dello stesso avviso anche Assoturismo -Confesercenti : “Una conferenza – ha sottolineato il presidente, Claudio Albonetti, in occasione dell’inaugurazione della Bit – che non può essere sterile ma estremamente concreta. L’attuale stato d’inerzia del settore sta infatti portando verso una preoccupante fase di stasi e non si vede, all’orizzonte, nessun tipo di reazione, né tantomeno la definizione di strategie di breve e lungo respiro che possano, immediatamente, riavviare il comparto del turismo. E’ doveroso ricordare, ancora una volta – ha aggiunto – il ruolo del comparto turistico nell’economia nazionale. Per questo motivo, sarebbe importante che alla Conferenza, a fianco del Ministro Gnudi, partecipassero anche il Presidente del Consiglio ed il Ministro dell’Economia. Il turismo ha bisogno di scelte importanti, di strategie, di mezzi, di politiche di sviluppo, di politiche fiscali adeguate ad un Paese che vuole rimettersi al passo con l’Europa e nell’Europa. Per questo – ha concluso Albonetti – Assoturismo non farà mancare il proprio contributo, nella speranza che questo Governo voglia lanciare una nuova stagione per l’intero comparto”.

Nel frattempo oggi HolidayCheck ha diffuso i dati relativi ad un’indagine effettuata su oltre 20.000 prenotazioni delle vacanze attraverso i propri portali nel mese di Gennaio ed ha calcolato che i prezzi delle vacanze in Egitto sono scesi del 2,1% rispetto allo scorso anno e in Tunisia del 4,4 %.  Aumentano, invece, i prezzi (0,3) per le vacanze in Grecia rispetto al Gennaio dell’anno scorso, ben inferiore al tasso d’inflazione ufficiale dell’area Euro per lo stesso periodo. Per destinazioni come Maiorca HolidayCheck ha registrato un aumento del 1,5%, più care invece Fuerteventura e Tenerife: circa 3,8%. Per i paesi lontani si hanno aumenti contenuti per la Repubblica Dominicana: 1,8%  o per la Tailandia: 4,5%.

Secondo Coldiretti, che alla Bit, ha organizzato il convegno “Il Volto dell’Italia. Paesaggi Agrari: bellezza, sostenibilità, economia”, piu’ della metà degli italiani (55 per cento) in una meta turistica cercano soprattutto natura e paesaggi gradevoli che insieme alla cultura e alla storia rappresentano gli ingredienti irrinunciabili.  L’interesse per il paesaggio – sottolinea la Coldiretti – cresce con l’aumentare del reddito e per i vacanzieri che vivono in città. Per il 57 per cento degli italiani- continua la Coldiretti –  una vacanza senza ambiente incontaminato e bei paesaggio avrebbe un valore medio basso ma per il 20 per cento non varrebbe addirittura nulla. La meta ideale per le bellezze naturali e per i percorsi naturalistici degli italiani è il Trentino Alto Adige mentre per le città d’arte e il turismo enogastronomico è la Toscana, la Sicilia vince per i prodotti agroalimentari tipici, l’Emilia Romagna per il miglior rapporto qualità e prezzo mentre la Lombardia – conclude la Coldiretti – si afferma per l’offerta culturale.

 

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