Booking.com inventa nuove città attorno a Roma. Denuncia di Federalberghi

Federalberghi denuncia un caso curioso che riguarda la prenotazione online degli alberghi e precisamente il famoso portale Booking.com.  Alcuni quartieri di Roma, come Boccea, Olgiata, Tor Vergata ed altri, e addirittura singole strade, sono diventati dei Comuni a sé e sono stati estromessi dalla ricerca geografica di Roma.

“Proprio in epoca di ridimensionamento delle Province, accade che il portale di prenotazioni alberghiere online Booking.com coni nuove città, facendo assurgere a Comune alcuni quartieri di Roma e addirittura una singola strada – scrive Federalberghi in una nota – Tutti gli alberghi di questi quartieri, che hanno stipulato con l’operatore un regolare contratto per essere prenotabili online, pagando le loro elevate commissioni, si sono visti dall’oggi al domani estromessi dalla ricerca geografica di Roma ed attribuiti d’imperio geolocalizzazioni in città ‘inventate’ che guarda caso hanno assunto il nome del quartiere”.

L’esempio più eclatante? Un albergo che trovandosi in Via di Selva Candida, zona Casalotti, si è visto inurbato nella città Selva Candida. “A parte il grave danno economico che tutti gli alberghi interessati stanno ricevendo, è fuori d’ogni dubbio che il danno principale lo stanno subendo i consumatori che vengono sviati nella loro ricerca di alberghi nella città di Roma – aggiunge Federalbeghi – Dopo i casi eclatanti di quest’estate, che hanno finalmente smascherato il proliferare delle false recensioni, ecco un ulteriore esempio di come il mercato del turismo online sia sempre più esposto ad abusi di posizione dominante. In tutto il mondo, sono sempre più frequenti gli interventi delle autorità di controllo, alle quali piccole e medie imprese e consumatori sono costretti a ricorrere per difendersi dallo strapotere dei grandi players del turismo online”.

Federalberghi ricorda le più recenti sanzioni del turismo online: a marzo 2011 l’Antitrust ha multato Expedia, Edreams e Opodo per complessivi 415mila euro; ad ottobre 2011 il Tribunale francese condanna Expedia, TripAdvisor ed Hotels.com a pagare una multa da 430mila euro; a febbraio 2012 l’Advertising Standards Authority censura Tripadvisor;  a luglio 2012 l’Office of Fair Trading accusa Expedia, Booking.com e IHG di aver fatto cartello; infine, ad agosto 2012 a San Francisco è stata lanciata una class action contro Expedia, Booking.com, Priceline, Travelocity e alcune grandi catene.

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