Osservatorio: vacanze low cost, attenzione alla tassa di soggiorno

L’estate 2013 sarà quella che, più degli anni precedenti, conoscerà il boom delle vacanze low cost a causa della crisi. I viaggiatori, ormai esperti di prenotazioni sul web, dove si spuntano i prezzi migliori per voli, alberghi, assicurazioni viaggio, e tour sul posto, non devono però lasciarsi sfuggire dei dettagli importanti. Primo fra tutti la sicurezza, perché quando si decide di partire ci si lasciano momentaneamente alle spalle una casa e plausibilmente anche un’automobile o una moto. Per evitare di trovare brutte sorprese al proprio ritorno, quando ci si mette in viaggio c’è una spesa su cui non si deve risparmiare, quella per l’assicurazione. E per capire quale tipo di polizza abbiamo bisogno può essere utile mettere le migliori assicurazioni a confronto per avere un’idea di cosa il mercato offre per la nostra tutela. E non ci si deve dimenticare della tassa di soggiorno, applicata in molte città italiane: ecco dove e quanto costa.

E’ interessante sapere che fu istituita per la prima volta nel 1910 per le sole stazioni termali e balneari, che nel 1938 venne allargata ad alcune località di interesse turistico, ma dal gennaio 1989 cessò di esistere. A partire dal 2010, invece, è stata reinserita. Prima era valida per la sola città di Roma, mentre poi sono stati inclusi i maggiori comuni italiani. Il motivo è che è stata inserita fra le prerogative dei Comuni dalla legge sul federalismo fiscale, e permette ai Municipi di far cassa grazie a un sovrapprezzo applicato ai pernottamenti in albergo, di importo compreso fra i 50 centesimi e i 5 euro a notte a persona.

Spesso, tra l’altro, il pagamento avviene sul posto e non è incluso nel costo già pagato alla prenotazione. Pernottare a Roma, ad esempio, costerà 2 euro a notte a persona se si alloggia in un hotel a 1, 2 o 3 stelle; 3 euro per categorie ricettive superiori. Scegliendo invece il mare di Otranto, ogni ospite pagherà un euro a notte per 1 o 2 stelle, 1,5 euro per i 3 stelle, e 2 euro per i 4 e 5 stelle.

Potrebbero non essere esclusi anche gli agriturismi, gli affittacamere, i campeggi e gli ostelli, pertanto è sempre consigliabile consultare non solo il sito della struttura in cui alloggerete, ma soprattutto quello del Comune di riferimento, che deve pubblicare tariffe e condizioni.

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