Pasqua, Agriturist: spostamenti brevi e occhio al risparmio

Nel ponte di Pasqua gli ospiti dell’agriturismo, tra alloggio e ristorazione, saranno circa 800 mila. Il giro d’affari si aggirerà intorno ai 45 milioni di euro. A Pasqua si torna in agriturismo perché, con la metà di agosto e Capodanno, questa è l’unica vacanza che ancora regge, mentre i ponti sono un lusso per pochi, anche se per quest’anno si stima per le feste una flessione di ospiti del 10% rispetto al già deludente 2012. Sono le stime di Agriturist (Confagricoltura) che sottolinea come “la parola d’ordine è: vacanze sì, ma solo investendo su poche occasioni, e facendo ogni possibile economia. Per Pasqua, si andrà vicino casa, per una sola notte o soltanto per gustare “in campagna” prodotti genuini e piatti caratteristici . La forza del “cambiare aria”, anche soltanto per poche ore, diventa decisiva. Si punta al massimo rendimento col minimo investimento”.

Così si privilegia l’agriturismo, dove la flessione risulta più contenuta di quella alberghiera, anche se la crisi si sente ovunque. Le principali mete di destinazione saranno Lombardia, Campania, Puglia e Piemonte, mentre la Toscana, più cara, arretra.

“Non è superfluo sottolineare – dichiara il direttore nazionale di Agriturist, Giorgio Lo Surdo – che ci sono, nel settore dell’agriturismo, 21 mila imprese agricole che anche quest’anno devono registrare forti penalizzazioni del proprio fatturato, e del proprio lavoro, per effetto della crisi del turismo, che ormai è in evidente recessione. L’agriturismo è una vera e propria eccellenza italiana, nata da imprenditori che hanno coraggiosamente investito, creato occupazione, valorizzato risorse del territorio prima sconosciute ai più, che chiedono un governo del turismo degno di questo nome, assente ormai da decenni”.

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