Ponte Immacolata, Federalberghi: meno italiani in viaggio

Meno “ponte” per gli italiani. Che la congiuntura non sia favorevole a viaggi e partenze è ormai evidente, complice la crisi economica, l’incertezza sul futuro e, ultimissimo dato, il rincaro dei prezzi dei carburanti scattato proprio oggi. I consumatori l’avevano previsto, parlando di partenze davvero per pochi – secondo l’Adoc, per l’Immacolata si muoverà solo il 13% degli italiani. Ora arriva la conferma indiretta di Federalberghi, che ha svolto un’indagine sul ponte turistico dell’8 dicembre (svolta dal 28 novembre al 2 dicembre, dunque prima dell’annuncio della manovra varata dal Governo): quest’anno si registra una flessione degli italiani che si concederanno il ponte festivo. In partenza saranno infatti in 4,9 milioni (in flessione del 9,3%) e muoveranno un giro d’affari che diminuisce dell’8,3% rispetto al 2010.

Fra coloro che si muoveranno, rileva l’indagine, l’86% rimarrà in Italia, a fronte di un 12% che ha pianificato qualche giorno oltreconfine – si tratta di quasi 600 mila italiani che si recheranno per la quasi totalità nelle grandi capitali europee. Le località di montagna, salvo disdette dell’ultima ora, dovrebbero ospitare il 43% di coloro che partiranno nei prossimi giorni, mentre gli appassionati delle località d’arte si attesteranno sul 22% dei viaggiatori e un 15% del totale dei vacanzieri preferirà il mare. Nel dettaglio, verranno trascorse mediamente 3,1 notti fuori casa, con una spesa complessiva per ogni viaggiatore (comprensiva di trasporto, vitto, alloggio e divertimenti) pari a 227 euro e stabile rispetto ai 224 euro del 2010. Si produrrà un giro di affari paria 1,11 miliardi di euro rispetto agli 1,21 miliardi di euro del 2010.

Commenta il presidente Federalberghi Bernabò Bocca: “Lo scarso innevamento delle principali località sciistiche, sfavorito anche da temperature al di sopra della media stagionale e il clima di incertezza collegato alla situazione economica generale, fanno segnare una brusca battuta d’arresto per uno dei pochi settori economici che nel corso del 2011 hanno invece manifestato interessanti segnali di recupero. Si tratta di una battuta d’arresto che fotografa perfettamente la situazione economica al punto dal condizionare qualsiasi scelta delle famiglie italiane, comprese purtroppo anche quelle in campo turistico”.

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