Turismo, Federalberghi: 2012, meno 2,5% di presenze

Il turismo alberghiero nel 2012 ha segnato una flessione del 2,5% di presenze fra italiani e stranieri, con la perdita di 7 milioni di pernottamenti. Quello che manca è soprattutto il turismo degli italiani: il calo delle presenze alberghiere degli italiani registrato nei dodici mesi del 2012 (rispetto al 2011) è stato pari a 5,4%, mentre la componente straniera registra un aumento dell’1% di pernottamenti. Sono i dati di Federalberghi, che registra per il 2012 una perdita unitaria di 7 milioni di pernottamenti alberghieri, che accomunati alla parallela flessione dell’indotto e alla generica frenata delle tariffe ha generato un calo stimabile per il settore in 3 miliardi di euro per il giro d’affari e un decremento del 10% dei fatturati delle sole imprese ricettive.

Il 2012, prosegue Federalberghi, ha chiuso inoltre con un calo del 3% di lavoratori occupati, quantificabile nel solo comparto alberghiero in 10 mila unità e in 60 mila a livello aggregato di settore.

“Sono dati sicuramente negativi quelli che nel complesso registra per il 2012 l’osservatorio permanente del nostro Centro Studi, eppure guardando al contesto internazionale c’è qualcosa che comincia a luccicare in fondo al tunnel – ha commentato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, all’esame dei dati pre-consuntivi relativi al sistema turistico-alberghiero del 2012 – Al buon risultato della clientela straniera, che anche nel 2012 ha continuato a scegliere l’Italia quale meta ideale per trascorrere un periodo di vacanza, mettendo a segno un lieve ma significativo incremento dell’1%, si contrappone il marcato calo della clientela interna che rispecchia fedelmente la grave crisi economica. Ma dove è possibile scorgere qualche avvisaglia di ripresa? – si domanda il presidente degli albergatori – Dal raffreddamento dello spread, dalla stabilizzazione dei mercati finanziari e dal contenimento del tasso d’inflazione sembrerebbero nascere le condizioni per ridare liquidità alle famiglie e dunque nuovo vigore ai consumi turistici”.

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