TopNews. Turismo: si pagherà per entrare a Venezia. Federconsumatori: “Iniquo”

Arriva il contributo d’accesso per entrare a Venezia. Una tassa di ingresso per fare pagare al turismo mordi e fuggi, dunque soprattutto quello giornaliero, i costi di manutenzione di una città dall’equilibrio ambientale e culturale delicatissimo. Il provvedimento suscita non poche polemiche. Per Federconsumatori “Visitare liberamente la città è un diritto”. Il provvedimento, dice l’associazione, finirà per limitare il libero accesso a Venezia.

La giunta comunale ha approvato il “Regolamento per l’istituzione e la disciplina del Contributo di accesso, con qualsiasi vettore, alla Città antica del Comune di Venezia e alle altre Isole minori della Laguna”. La delibera, dopo il passaggio nelle commissioni, andrà al Consiglio comunale che dovrà discuterla e votarla.

Prevede che nel 2019 verrà applicata per tutti i visitatori, operatori economici e vettori una quota flat da 3 euro. Dal 1 gennaio 2020 scatterà però un sistema a “bollini” con valori crescenti fino a 10 euro. “L’obiettivo del provvedimento è regolare l’arrivo in città a seconda della pressione turistica per garantire la vivibilità dei residenti”, dice il Comune di Venezia, e contribuirà agli extra costi di pulizia e alla manutenzione di rive, ponti e patrimonio. Dal 1 gennaio 2020, la misura del Contributo di accesso è fissata in 6 euro per tutti i giorni dell’anno, salvo tre tipologie di giornate, stabilite con apposita delibera di Giunta, per le quali è previsto un diverso costo. Saranno i giorni da bollino verde, per i quali si pagherà 3 euro; quelli da bollino rosso, con afflusso critico, con un contributo da 8 euro; quelli da bollino nero, con “un’eccezionale criticità di afflusso”, per i quali si pagheranno 10 euro.

La misura viene contestata da Federconsumatori. “L’obbligo di pagamento impedirà, di fatto, il libero accesso al capoluogo veneto – dice l’associazione –Parliamo di cifre non proprio trascurabili (tre euro nelle fasi di minore afflusso, sei euro nei giorni ordinari, otto euro nei momenti più affollati e addirittura dieci nei periodi in cui in città arriva il maggior numero di visitatori) che tra l’altro vanno ad aggiungersi, almeno per chi pernotta, alla già vigente tassa di soggiorno”. La promessa è che le entrate serviranno per i servizi ai cittadini ma, dice Federconsumatori, “nonostante ciò, il provvedimento appare assolutamente iniquo e con ogni probabilità si rivelerà anche antieconomico nonché controproducente per l’intero settore turistico lagunare. È vero che l’imponente afflusso turistico può avere ripercussioni negative su una città fragile come Venezia ed è indubbiamente necessario mettere in atto controlli serrati per evitare che il suo inestimabile patrimonio venga messo a rischio ma è comunque possibile individuare altre soluzioni per tutelarne l’integrità nonché per coprirne i costi di gestione”.

Da qui la bocciatura del provvedimento. “Non è certo imponendo un pagamento che si può riuscire ad ottenere che i visitatori adottino condotte rispettose, poiché il denaro non garantisce né misura la civiltà di un turista: questa misura, seppure mascherata da investimento per i cittadini, è solo che strumento per “fare cassa” sui grandi numeri – dice Federconsumatori – Visitare liberamente la città è un diritto ed è inaccettabile porre vincoli economici all’arrivo dei turisti”.

 

Notizia pubblicata il 05/02/2019 ore 15.43

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