Viaggi prenotati online, tra recessi e penali. I consigli del CEC di Bolzano

Internet ci permette di organizzare e prenotare un’intera vacanza, con un solo click: dal biglietto aereo alla sistemazione in albergo o villaggio turistico, passando per il noleggio dell’auto o altri mezzi di trasporto. Il tutto senza l’assistenza dell’agenzia di viaggi. Ma non sono rari i casi di chi prenota qualcosa per “sbaglio” o “d’impulso”.

Al Centro Europeo Consumatori (CEC) di Bolzano, proprio in questi giorni, stanno arrivando tante segnalazioni di questo tipo e, nella maggior parte dei casi, l’errore è dovuto alla scarsa esperienza con la Rete o ad errate convinzioni dei “navigatori”. L’Associazione allora fornisce qualche consiglio utile, cominciando col ricordare che alle prenotazioni effettuate online non è applicabile il diritto di recesso, previsto per gli acquisti effettuati via telefono, pur trattandosi anch’essi di contratti conclusi a distanza. Il  diritto di recesso, infatti, permette al consumatore di recedere gratuitamente entro 10 giorni lavorativi dalla stipula del contratto. Mentre una volta effettuata la prenotazione online del viaggio il consumatore può recedere solo pagando la penale prevista nel contratto in caso di recesso. Di solito l’importo della penale viene calcolato in percentuale rispetto al costo del pacchetto turistico, ed aumenta progressivamente quanto più ci si avvicina alla data della partenza. Quando la disdetta avviene pochi giorni prima della partenza è probabile che si debba pagare l’intero costo del viaggio.

Discorso a parte per i biglietti aerei, che non sono quasi mai rimborsabili. In alcuni casi vengono rimborsate solo alcune voci del costo, ad esempio quelle che non coprono direttamente le spese sostenute dalla compagnia aerea (quali la tariffa ministeriale per i controlli di sicurezza sul bagaglio da stiva, il diritto imbarco passeggeri, l’integrazione al diritto d’imbarco per i controlli di sicurezza sui passeggeri e sul bagaglio a mano e l’addizionale comunale e ministeriale).

Quando il consumatore compila la maschera di un portale di prenotazione, si obbliga a concludere un contratto dal contenuto da lui stesso definito, avendo indicato meta, periodo e numero di viaggiatori. Bisogna quindi fare attenzione perché in alcuni casi una semplice richiesta di informazioni può diventare vincolante.

Se si vuole chiedere soltanto un preventivo è meglio inviare una richiesta via e-mail, specificando inequivocabilmente che si tratta solo di una richiesta di informazione, non impegnativa. Secondo il CEC, comunque, chi non ha molta esperienza con le prenotazioni online farebbe bene a rivolgersi ad una agenzia viaggi “tradizionale” per non trovarsi con due o più vacanze prenotate e con salate penali di recesso da pagare. Per maggiori informazioni è possibile scaricare gratuitamente dal sito del CEC di Bolzano il “Vademecum del viaggiatore informato”. 

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