Aiuti di Stato, i sì e i no della Commissione UE

La Commissione europea ha stabilito che l’aiuto di Stato di circa 360 milioni di euro concesso tra il 2002 e il 2010 da SEA, l’operatore pubblico che gestisce gli aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate, alla sua controllata SEA Handling, operatore dell’assistenza a terra in tali aeroporti, è incompatibile con le norme UE in materia di aiuti di Stato. L’indagine della Commissione, avviata a giugno 2010 a seguito di una denuncia, ha rivelato che gli apporti di capitale effettuati dagli azionisti pubblici di SEA Handling hanno procurato un indebito vantaggio economico a SEA Handling rispetto ai concorrenti che operano senza sovvenzioni da parte dello Stato.

A causa della situazione finanziaria estremamente difficile, SEA Handling non sarebbe stata in grado di ottenere finanziamenti sul mercato nel periodo 2002-2010; nessun investitore operante in condizioni di mercato avrebbe accettato di concedere tale capitale all’impresa. I ripetuti apporti di capitale hanno conferito a SEA Handling un indebito vantaggio rispetto ai suoi concorrenti; SEA Handling deve quindi restituire l’importo.

Sempre in data odierna, la Commissione europea ha approvato un aiuto di 100 milioni di euro concesso dall’Italia a fronte di un progetto di investimento di 145,33 milioni di euro nelle infrastrutture del porto siciliano di Augusta. Il progetto di investimento consentirà al porto di Augusta di ristrutturare le infrastrutture esistenti destinate al traffico di merci e di ospitare il traffico di container. L’aiuto è stato ritenuto compatibile con le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato in quanto persegue un obiettivo di comune interesse, ossia l’adattamento delle infrastrutture esistenti al trasporto intermodale. Le potenziali distorsioni della concorrenza sono relativamente limitate.

Infine, la Commissione europea ha autorizzato l’Italia ad attuare un regime di aiuti di Stato per 2,66 miliardi di euro a sostegno della ripresa dell’agricoltura dai danni provocati dai terremoti che hanno colpito Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto il 20 e 29 maggio scorsi. Il regime, che prevede la concessione di aiuti a oltre 1.000 imprese agricole attive nella produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, è stato giudicato dalla Commissione compatibile con la normativa dell’UE sugli aiuti di Stato al settore dell’agricoltura e silvicoltura.

La misura autorizzata, che offre una compensazione per i danni materiali e i danni economici provocati dai terremoti e dalle successive scosse di assestamento, è volta a riportare le imprese colpite alla situazione precedente la calamità naturale e a consentire loro di riprendere l’attività, senza tuttavia conferire loro per questo un vantaggio supplementare. L’aiuto è concesso mediante sovvenzioni dirette, contributi in conto interessi, garanzie e leasing finanziario agevolato. L’entità del danno è stabilita in ogni singolo caso.

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