Angela Merkel espone la posizione tedesca sulla crisi all’Europarlamento

La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha incontrato i presidenti dei gruppi parlamentari e gli eurodeputati a Bruxelles per fare il punto sulla gestione della crisi economica. Si è parlato di sorveglianza bancaria, debiti nazionali, eurobond, Grecia e bilancio europeo. In serata la Merkel è volata a Londra per incontrare il Premier britannico David Cameron. Angela Merkel ha sottolineato l’importanza di concordare con gli altri leader europei una road map che “dovrebbe includere misure concrete che possano essere operative nei prossimi due-tre anni” per completare l’unione monetaria europea.

Chiave di questa unione sono un sistema bancario unico e sorvegliato dalla Bce, il rispetto degli standard di bilancio nazionale stabiliti dal six pack della Commissione europea e poi ripetuti dal nuovo trattato di bilancio europeo (Fiscal compact).

Niente corse per la sorveglianza bancaria. Secondo la Cancelliera, occorre prendersi tutto il tempo necessario per mettere in piedi un efficace controllo europeo sul sistema bancario in quanto “è meglio preferire la qualità alla velocità”. La proposta della Commissione europea a questo riguardo prevede che tutte le 6000 banche del continente siano messe sotto il controllo della Bce entro il 2013, mentre la Germania preferirebbe partire con solo le banche sistemiche (le più grandi).

Controllo europeo sui bilanci nazionali. La Cancelliera ha ribadito di fronte ai deputati quanto detto alla vigilia dell’ultima riunione del Consiglio europeo in merito alla necessità da parte dell’Ue di poter intervenire direttamente sui bilanci nazionali approvandoli o meno. Questa proposta della Merkel aveva causato un bisticcio verbale con il Presidente francese François Hollande che non  ritiene questa proposta all’ordine del giorno. La Commissione europea, con il six pack, prevede già la possibilità di esprimere un parere sui bilanci nazionali e di intervento con eventuali sanzioni per i Paesi che non rispettassero gli obiettivi di riduzione del debito e deficit, ma non prevede la possibilità di veto. Secondo la Merkel un intervento Ue è auspicabile in quanto “in passato è stato permesso in alcuni Stati di accumulare debiti su debiti senza interventi sanzionatori”.

No agli eurobond. La Cancelliera ha ribadito il no di Berlino agli eurobond (condivisione del debito nazionale tra i Paesi dell’eurozona). “Gli Eurobond da soli non sono sufficienti”, ha chiosato. La posizione della Germania è sempre stata scettica nei confronti delle obbligazioni comuni perché queste comporterebbero l’unione dei debiti nazionali dei 17 Paesi dell’eurozona con conseguenti ricadute sul rating dei singoli Paesi (che riceverebbero una nuova valutazione unica da parte delle agenzie).

Grecia, bene gli sforzi, ma bisogna fare di più. La Merkel ha ammesso di sapere che “ai cittadini greci viene chiesto molto” ma che allo stesso tempo “va riconosciuto che l’apparato statale greco è troppo grande e che il livello delle pensioni è stato elevato più di quanto sia stato fatto negli altri Stati”.

Importante approvare il bilancio Ue. Sercondo la Merkel, “per l’immagine dell’Europa è importante approvare questo bilancio, daremmo un segnale negativo se non dessimo prova di unita”. Si tratta del Programma di bilancio 2014-2020 per il quale Bruxelles ha chiesto un aumento rispetto al precedente periodio 2007-2013. Secondo l’Ue questo aumento è indispensabile per finanziare i vari programmi che Bruxelles alimenta nei Paesi membri tramite fondi strutturali e di coesione. Tuttavia numerosi governi nazionali, primi fra tutti la Gran Bretagna, hanno chiesto un ridimensionamento di questo apporto alla luce della crisi economica.

Più critiche che apprezzamenti dagli eurodeputati. I presidenti dei gruppi parlamentari europei hanno rivolto alla Cancelliera domande e osservazioni sulla linea tedesca di gestione della crisi. Secondo Hannes Swoboda (Socialisti e Democratici) “il governo tedesco porta avanti una politica non adatto all’Europa, così distrugge la coesione sociale”. Guy Verhofstadt (Liberali) ha sottolineato il bisogno di “una vera democrazia europea, un vero governo europeo, un vero mercato di titoli europeo”. Critica anche Rebecca Harms (Verdi), che ha invitato la Merkel a non adottare “politiche di austerità a senso unico”. Ha concluso Nigel Farage (EFD) auspicando “un divorzio pacifico tra Ue e Gran Bretagna”, suo Paese di origine.

Merkel incontra Cameron in serata per parlare del bilancio Ue. La cancelliera si è recata in serata a Londra per un incontro personale con il Premier britannico David Cameron centrato sull’approvazione del bilancio Ue per i periodo 2014-2020. La Gran Bretagna è tra i Paesi che criticano maggiormente l’aumento chiesto dalla Commissione europea che rispecchia l’aumento chiesto anche per il 2013 del 6,8 per cento (circa 5 miliardi).

@AlessioPisano

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