Nuovi contatori, Adiconsum: consumatori più partecipi e meno povertà energetica

Parte il progetto di una delle opere infrastrutturali più rilevanti del Paese con la sostituzione di circa 32 milioni di contatori elettronici di prima generazione con il nuovo Open Mater di seconda generazione cosiddetto 2G. Il progetto verrà sviluppato in 8 anni con un investimento di oltre 4 miliardi di euro, tutta tecnologia italiana e verranno impiegate 4 mila persone. Negli anni successivi anche tutte le Aziende ex municipalizzate (altri 8 milioni circa di misuratori) completeranno l’opera di riorganizzazione delle infrastrutture del Paese nelle case di tutti gli utenti elettrici, con un ulteriore investimento di circa 2 miliardi.

Con questo progetto il cliente avrà la possibilità, oltre che di conoscere in tempo reale i propri consumi e di poterli modulare in base alle necessità personali o familiari, anche di digitalizzare energia e di poterla cedere cambiando le sue connotazioni da consumatore a prosumer.

L’energia è indicatore della crescita e della sostenibilità”, ha affermato il Premier Paolo Gentiloni presente alla presentazione del progetto. Ma l’energia deve anche essere “funzionale allo sviluppo sociale di un Paese e del benessere di cui devono godere tutti i cittadini consumatori, nessuno escluso”, ha aggiunto il presidente di Adiconsum nazionale, Carlo De Masi.

Il diritto di accesso all’energia rientra tra i principi fondanti di uno Stato democratico solidale, quello cioè della Sussidiarietà, che fa sì che Stato, imprese, terzo settore, Associazioni e cittadini più fortunati, possono dare il loro supporto ai cittadini in difficoltà. “Finora la povertà energetica è stata contrastata dallo Stato attraverso bonus sociali, il cui accesso complicato, da parte dei consumatori più vulnerabili, ne ha limitato fortemente la fruizione, dagli Enti locali e dalle Associazioni assistenziali con interventi economici diretti”, ha puntualizzato De Masi.

Ci auguriamo che il nuovo contatore possa aiutare in tal senso, perché, purtroppo, la povertà energetica nel nostro Paese è una realtà. Ne sono colpite 4,5 milioni di famiglie, che hanno difficoltà a pagare le bollette per redditi sempre più bassi, aumento del prezzo delle forniture energetiche, scarsa efficienza degli edifici e degli apparecchi elettrici”.

La povertà energetica, ovvero la condizione di quelle famiglie che non riescono con il loro reddito a sostenere tutte le spese energetiche necessarie per la propria casa, è un fenomeno in crescita anche in Italia e va di pari passo all’aumento del numero di individui che vertono in una condizione di povertà assoluta (da 1,8 milioni nel 2007 a 4,5 milioni nel 2015). Di conseguenza, sono sempre di più le famiglie che faticano a venire incontro alle loro spese per la luce ed il gas, ritrovandosi quindi in condizioni di povertà energetica.

Redditi bassi a causa della crisi e case poco efficienti rendono l’approvvigionamento energetico troppo oneroso per tantissime persone, tanto che solo nel 2013 ben 1,8 milioni di famiglie hanno ricevuto una minaccia di sospensione della fornitura elettrica a causa di mancati pagamenti.

La soluzione a questa situazione, spiegano da Adiconsum, può venire dall’allargamento della possibilità di sviluppare una vera efficienza/risparmio energetico e creando un Fondo Sociale Nazionale alimentato dall’impiego di risorse della bolletta elettrica inutilizzate e/o utilizzate per altri settori, da fondi erogati ad Associazioni inutili; dallo sviluppo dell’iniziativa “Piccoli centesimi per una grande solidarietà” con l’arrotondamento dei decimali delle bollette.

 

Notizia pubblicata il 27/06/2017 ore 10.47

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