Ue presenta primi risultati stress test centrali nucleari

Presentata la prima relazione sull’andamento degli stress test sui siti nucleari europei. Si tratta della prima comunicazione della Commissione europea da quanto i test di controllo sono stati introdotti in seguito al disastro di Fukushima. L’accordo prevede test di resistenza, su base volontaria e sulla scorta di una serie di criteri comuni, in tutte le 143 centrali nucleari presenti in Europa.

14 Stati membri che gestiscono centrali nucleari (Belgio, Bulgaria, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Regno Unito e Ungheria) e la Lituania (dove è in fase di smantellamento l’ultima unità di produzione di energia nucleare) partecipano ai test di resistenza. Si aggiungono Paesi confinanti come la Svizzera e l’Ucraina.

Gli stress tests sulle centrali nucleari europee procedono speditamente e permetteranno di aumentare ulteriormente la sicurezza nell’Unione europea. Questa è la conclusione della Commissione europea. La Comunicazione indica anche una serie di ambiti strategici in cui si ritiene che siano necessari ulteriori interventi: una nuova legislazione Ue per definire criteri comuni in materia di ubicazione, progettazione e gestione delle centrali nucleari; una maggiore indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione che rilasciano le licenze ed effettuano controlli; gli Stati membri potrebbero adottare piani transfrontalieri di gestione del rischio nucleare per essere più attrezzati a gestire un’emergenza nucleare e a coordinare i rispettivi interventi; un approccio europeo alla responsabilità; infine i programmi di ricerca dell’Unione europea dovrebbero essere centrati sulla sicurezza nucleare.

Günther Oettinger, Commissario europeo responsabile per l’energia, ha dichiarato: “I test di resistenza costituiscono una tappa essenziale per migliorare la sicurezza e la protezione delle centrali nucleari europee. In questo ambito è imperativo disporre degli standard tecnici più elevati. Se, da un lato, i singoli Stati membri hanno il diritto di decidere o no di produrre energia nucleare, è necessario garantire, dall’altro, che i cittadini non corrano rischi e che gli standard più elevati di sicurezza siano non solo imposti ma anche rispettati in tutta l’Unione europea e al suo esterno.”

I risultati definitivi dei test saranno resi noti dopo il loro completamento previsto per l’anno prossimo. I gestori di impianti nucleari erano tenuti a presentare una prima relazione alle autorità nazionali di regolamentazione entro il 15 agosto e quest’ultime una prima relazione intermedia nazionale alla Commissione europea entro il 15 settembre.

Critica Greepeace. L’associazione critica l’assenza oltre che di test specifici per eventuali attentati terroristici, l’assenza di piani di evacuazione per abitanti di città e centri abitati nelle vicinanze dei siti nucleari. Secondo l’associazione, in Europa ci sono ben 19 centrali a meno di 30 km da centri abitati. Jan Haverkamp, esperto nucleare Greenpeace ha dichiarato: “Nonostante il disastro di Fukushima abbia spaventato e spinto l’Europa a testare I suoi propri impianti, adesso sembra che questi test contengano delle falle enormi. Il Giappone era completamente impreparato a gestire una crisi nucleare, l’Europa dovrebbe eseguire un serio controllo di tutti I suoi reattori”.

di Alessio Pisanò

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